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Wicked

Wicked, Kristin Chenoweth contro One Million Moms

La storica interprete di Glinda, Kristin Chenoweth, risponde alle accuse dell’associazione One Million Moms che ha invitato al boicottaggio di Wicked.

Si può dire, a ragione, che Wicked è stato il film più chiacchierato degli ultimi mesi. Dalle polemiche per la scelta del cast, al poster della discordia, passando per l’errore sulla scatola delle bambole Mattel. Da quando il film è in sala, però, l’entusiasmo ha surclassato le vecchie parole e Wicked sta già facendo sognare milioni di spettatori (ecco la nostra recensione).

Tuttavia, pare non esserci pace per la parte prima del musical diretto da Jon M. Chu. Stavolta ad alzare la voce è One Million Moms. Si tratta di un’associazione genitoriale di stampo cristiano-conservatore che si occupa di portare avanti campagne contro la presenza di alcuni temi nel mondo audiovisivo. L’obiettivo sarebbe preservare i bambini dai prodotti che definiscono “propagandistici”.

Dopo la censura nel Kuwait, dove il film è stato vietato (era accaduto già con Barbie), per Wicked One Million Moms chiede ai genitori di non portare i figli al cinema. A rispondere nelle scorse ore è stata Kristin Chenoweth.

“Wicked spinge l’agenda LGBTQ+”

Il post sul sito dell’associazione inizia con un allarmante “Alerting All Parents” (curioso che, però, nel nome del gruppo si faccia riferimento solo alle “mamme”). Prosegue poi con la spiegazione dei motivi per cui One Million Moms chiede a gran voce il boicottaggio del film.

“Certamente il musical contiene una gran quantità di stregoneria e magia, e questo spinge la maggior parte dei genitori a evitare di portare i figli a vedere Wicked. Ma il film mostra anche travestitismi non così discreti, e uomini che si innamorano di altri uomini, cose che i genitori potrebbero non aspettarsi.

Invece di un edificante musical Broadway sull’amicizia e la famiglia, talenti e risorse sono stati utilizzati per creare un film cupo che spinge la cultura woke”.

Come spesso accade in questi casi, il post non manca di scendere sul piano personale. Dopo le critiche al film si passa all’attacco del cast, colpevole di essere queer.

“Quattro dei personaggi principali del film sono apertamente queer o gay nella vita reale o, come minimo, questi attori hanno parlato delle loro esperienze queer. […] Ovviamente, questa parte del film è un cenno all’inclusività, insieme a un palese tentativo da parte della Universal di normalizzare gli innamoramenti tra persone dello stesso sesso”.

Non solo quindi la parola “inclusività” intesa in senso negativo, ma anche, ancora nel 2024, il concetto di “non normalità” associato all’omosessualità. A questo appello ha risposto nelle scorse ore uno dei volti più rappresentativi di Wicked nell’immaginario collettivo: Kristin Chenoweth.

Le parole di Kristin Chenoweth

L’attrice e cantante, che è stata Glinda nell’iconico musical a Broadway, ha iniziato sminuendo ironicamente la portata dell’invito al boicottaggio. “Tutti sanno che un milione di mamme sono solo poche centinaia, forse” ha commentato. D’altronde, pur nell’iperbole, non ha tutti i torti. Quando nel 2020 l’ira delle mamme si era riversata sul cartoon Disney The Owl House (definito “demoniaco”) la petizione aveva raggiunto appena le 16000 firme.

“Si chiama intrattenimento. Arte. Sono una donna cristiana e ho dato origine al ruolo di Glinda, queste sono sciocchezze che queste donne vomitano per odio” ha poi aggiunto. Tuttavia, Kristin Chenoweth non si è scomposta e ha rilanciato la visione del film. “Non posso farci niente: cerco di amarle comunque. Perché non capiscono. Per chiunque voglia vedere il potere femminile, allora andate a vedere Wicked. A teatro o al cinema” ha concluso.

Wicked ha già incassato solo negli USA oltre 333 milioni di dollari. In Italia, invece, oltre 3 milioni con più di 400000 presenze.