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Kill Bill

Uma Thurman: “Non ho mai amato il cinema violento.”

In una recente intervista a InStyle, Uma Thurman, musa di Quentin Tarantino, racconta il suo rapporto col cinema violento, genere che l’ha resa icona mondiale e vicina a conquistare l’Oscar. 

L’attrice oggi 56enne, nata a Boston ma con origini tedesche e svedesi, ormai da molti anni è uscita dai riflettori che contano del panorama Hollywoodiano. Ma per molto tempo, impossibile scordarlo, è stata una delle icone femminili più importanti del cinema mondiale, soprattutto a cavallo tra gli anni ’90 e il primo decennio del nuovo millennio.

Le sue interpretazioni come preferita di Quentin Tarantino l’hanno resa un vero e proprio simbolo del cinema tarantiniano. Si inizia con l’interpretazione di Mia Wallace in Pulp Fiction del 1994, per il quale ha ricevuto la candidatura all’Oscar come miglio attrice protagonista nel 1995.  All’alba del nuovo millennio torna con Tarantino generando un altro personaggio rimasto tra i più riusciti del regista statunitense: quello di Beatrix Kiddo, chiamata anche Black Mamba o più semplicemente la Sposa, nei due Kill Bill, Volume 1 uscito nel 2003 e Volume 2 nel 2004.

Citando questi titoli e personaggi, parliamo di un cinema che non ha paragoni a livello di stile: un cinema avvicinabile solo a chi lo ha reso realtà, appunto Quentin Tarantino. E sappiamo che il suo stile non manca praticamente mai di violenza e sangue. In Kill Bill soprattutto, la violenza per ottenere vendetta accompagna la protagonista dall’inizio alla fine.

“Non sono un’amante della violenza”

In una recente intervista alla rivista di moda statunitense InStyle, la diva americana ha tuttavia offerto una riflessione sincera sul suo rapporto con la violenza sullo schermo, elemento distintivo di alcuni dei suoi ruoli più iconici. Thurman ha infatti chiarito che la sua sensibilità personale è sempre stata diversa dal genere che ha contribuito a definire. “In realtà non mi piace particolarmente la violenza. Alcune persone la adorano; a me no.” Ha poi continuato: “Quando vedo movimenti artistici, posso apprezzare la violenza e l’azione perché mi colpiscono come farebbe una straordinaria performance di danza.” E se ci pensiamo bene, in Kill Bill la violenza è volutamente finzione e particolarmente stilizzata: alcune scene sembrano vere e proprie episodi di danza a teatro (quella con gli 88 folli più di tutte).

I nuovi progetti e il ritorno al genere action

Questa prospettiva ha influenzato la sua decisione di evitare in gran parte i ruoli d’azione per quasi due decenni. Come ha spiegato, ha sviluppato un criterio personale per valutare questi progetti, chiedendosi se la violenza fosse “motivata”, “bella” e “realizzata autenticamente”. Solo quando un copione soddisfa questi requisiti si sente spinta ad accettare.

Tra i progetti che hanno convinto Uma Thurman a tornare nell’universo dei film d’azione c’è Pretty Lethal, un thriller stilizzato che unisce balletto e horror. Il film, con Maddie Ziegler, Lana Condor e Iris Apatow, racconta di un gruppo di ballerine bloccate in una locanda isolata, che si trasforma presto in un luogo inquietante. Il personaggio della Thurman è una ex ballerina in cerca di vendetta, segnata da una particolare disabilità fisica.

L’attrice ha definito il film insolito e difficile da classificare: un mix di elementi “femminili”, violenti, ironici e sopra le righe. Proprio questa originalità l’ha colpita fin da subito, così come l’esperienza di lavorare con attrici più giovani, di cui ha apprezzato energia e dedizione.

Il suo ritorno al genere action include anche The Old Guard 2, dove recita accanto a Charlize Theron. Si tratta del suo primo passo importante nell’azione dopo Kill Bill. Durante un’intervista al The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, ha spiegato di aver evitato per anni ruoli simili per non compromettere l’eredità di Kill Bill e per non finire in produzioni di qualità inferiore.