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The Drama, la recensione del thriller psicologico mascherato da romcom
The Drama, il nuovo film con Robert Pattinson e Zendaya, è arrivato nei cinema. La recensione del thriller psicologico mascherato da romcom.
Qual è la cosa più brutta che hai fatto in vita tua?
È questa la premessa con cui inizia The Drama, il film A24 diretto da Kristoffer Borgli e interpretato da Zendaya e Robert Pattinson. Una domanda che sembra innocua – almeno in superficie – ma che in realtà nasconde segreti profondi e verità difficili da digerire.
Quella che parte come una dinamica quasi da gioco tra amici si trasforma rapidamente nel cuore pulsante del film, capace di ribaltare tono, genere e percezione dei personaggi.
Questa recensione è spoiler free nella prima parte e meno spoiler free dalla seconda parte in poi.
The Drama, la trama
Il film si apre con un’atmosfera leggera, quasi da romcom indie. Emma e Charlie sono una coppia affiatata, prossima al matrimonio, inserita in una quotidianità fatta di dialoghi naturali e relazioni apparentemente semplici. Anche la scelta di inserire i titoli di testa solo dopo aver conosciuto i protagonisti rafforza questa sensazione di immersione iniziale.
Ma è solo una facciata. Dopo circa venti minuti, durante una cena tra amici, arriva la domanda che cambia tutto: “qual è la cosa peggiore che hai fatto in vita tua?”.
Da quel momento, The Drama abbandona progressivamente la sua natura romantica e si trasforma in un thriller psicologico costruito sulle conseguenze di una rivelazione.
Un film che funziona (quasi)
Come suggerisce la celebre (almeno per noi millennial seriali) citazione di Pretty Little Liars, “‘Cause two can keep a secret, if one of them is dead”: il segreto, una volta rivelato, diventa un peso impossibile da gestire.
Se inizialmente The Drama sembra muoversi all’interno di coordinate familiari, è proprio il modo in cui le sovverte a renderlo interessante. Il passaggio da romcom a qualcosa di molto più oscuro è netto, ma funziona, perché si basa sulle relazioni e non sull’azione.
Un segreto è un peso, e il film lo dimostra bene: una volta rivelato, diventa impossibile da contenere e finisce per contaminare tutto. La tensione cresce proprio da qui, dal modo in cui i personaggi reagiscono e si ridefiniscono. Zendaya regge il centro emotivo della storia con un’interpretazione ambigua e controllata, mentre Robert Pattinson costruisce un personaggio che si incrina progressivamente.

Un film che non funziona (quasi) — SPOILER
È qui che il film prova davvero a entrare in profondità, ma senza riuscirci completamente. Le tematiche che solleva sono forti e complesse – colpa, giudizio, redenzione – ma spesso restano solamente accennate.
Emergono dinamiche interessanti, come il razzismo implicito che si intravede in alcune battute – ad esempio quando viene dato per scontato che un personaggio nero sia cresciuto intorno alle armi – ma il film non le sviluppa davvero.
Anche la superiorità morale di alcuni personaggi emerge chiaramente: tendono a perdonare sé stessi, liquidando i propri errori come goliardia, mentre giudicano gli altri con un metro molto più rigido. Tuttavia, anche questo tema resta più suggerito che realmente approfondito.
Il film sembra voler chiedere: possiamo davvero sbagliare senza essere definiti per sempre da quell’errore? Esiste una redenzione? Siamo solo ciò che siamo stati? Domande centrali, che però rimangono sospese.
Anche sul piano psicologico si avverte una certa mancanza di profondità. Il peso emotivo degli eventi non viene elaborato fino in fondo, e il supporto o la gestione del trauma restano sullo sfondo.
Dove invece il film funziona meglio è nella costruzione della spirale relazionale. La fiducia si incrina progressivamente, e ogni rapporto viene messo in discussione. È un excursus sulle relazioni a 360 gradi, in cui lealtà e percezione cambiano continuamente.
Emma sembra riuscire a trovare una forma di ricomposizione, mentre Charlie resta intrappolato in una spirale più instabile, quasi psicotica, che il film suggerisce senza mai esplorare del tutto, anche se nel finale lascia intravedere una possibile evoluzione.
Estetica e atmosfera
Dal punto di vista visivo e sonoro, The Drama è molto più solido. La fotografia è curata e accompagna bene il cambio di tono, mentre le musiche incalzanti contribuiscono a costruire un’atmosfera sempre più tesa, trasformando il film in un vero thriller psicologico.
Le critiche al marketing di A24
Oltre al contenuto del film, anche il marketing ha suscitato polemiche. L’organizzazione March for Our Lives ha criticato la scelta di presentare The Drama come una commedia romantica dark, definendo questa strategia “profondamente disallineata” rispetto ai temi trattati.
Secondo la direttrice Jaclyn Corin, il problema non è il film in sé, ma il modo in cui è stato comunicato. In un contesto come quello americano, segnato da una reale crisi legata alla violenza armata, temi così delicati richiederebbero una maggiore responsabilità anche nella promozione.
Il rischio, secondo l’organizzazione, è che troppa ambiguità nel marketing possa risultare fuorviante o addirittura dannosa, trasformando un tema complesso in un semplice elemento di sorpresa.
The Drama, in conclusione
The Drama è un film ambizioso, che parte come romcom e si trasforma in qualcosa di più inquieto e complesso. Funziona per atmosfera, interpretazioni e tensione relazionale, ma lascia la sensazione di non aver esplorato fino in fondo tutto ciò che mette in gioco.
Resta però una domanda che continua a risuonare anche dopo la visione: quanto siamo davvero disposti ad accettare il passato di qualcuno, quando quel passato cambia radicalmente il modo in cui lo vediamo? E quanto quel passato definisce ancora chi siamo oggi? Possiamo essere definiti solo dal momento peggiore della nostra vita?
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3.5
★★★⯨★
