Tom Cruise in Digger si trasforma in un barone del petrolio grazie al trucco di Kazu Hiro, tra protesi in silicone e sei settimane di prove.
Per interpretare un personaggio, a volte non basta indossarne i panni: bisogna sentirne anche il peso. È quello che ha voluto fare Tom Cruise in Digger (qui la nostra recensione), il film diretto da Alejandro González Iñárritu in cui l’attore interpreta Digger Rockwell, un barone del petrolio dall’aspetto molto diverso dal suo.
A raccontare il retroscena è Kazu Hiro, artista specializzato nel trucco prostetico, che ha svelato a Variety come è stata realizzata la trasformazione dell’attore. Cruise ha infatti chiesto una protesi aggiuntiva per rendere più concreta la propria interpretazione: una pancia in silicone da indossare per l’intero film.
Tom Cruise in Digger, una pancia in silicone per entrare nel personaggio
Il lavoro di Kazu Hiro prevedeva diversi elementi prostetici per modificare i tratti del volto e l’aspetto fisico di Cruise. Il progetto comprendeva una calotta per simulare la calvizie, protesi per fronte, guance e naso, un elemento unico per labbro inferiore, collo e mento, oltre a componenti per parrucca e sopracciglia.
In totale, il trucco era composto da sette elementi. Ma la trasformazione non si limitava al volto: per le scene in cui il personaggio non indossa la maglietta era stata realizzata una pancia prostetica, mentre per quelle in cui era vestito si prevedeva inizialmente un’imbottitura più leggera.
Cruise, però, voleva qualcosa di diverso. Non gli bastava modificare visivamente la propria corporatura: desiderava percepire fisicamente il peso del personaggio.
“Voleva sentire il peso. Voleva una pancia in silicone per tutto il film”, ha raccontato Hiro a Variety.
Il truccatore gli aveva fatto presente le difficoltà pratiche della scelta: “Sei sicuro? Sarà pesante e farà caldo”. La risposta dell’attore è stata decisa: “Sì, sono allenato e posso sopportarlo”.
La richiesta è stata quindi accolta e il team ha realizzato una pancia in silicone fissata a tute di spandex spesse. Una soluzione che ha permesso a Cruise di mantenere la stessa sensazione fisica anche nelle scene in cui il personaggio era completamente vestito.
Kazu Hiro e le diverse versioni di Digger Rockwell
La trasformazione di Tom Cruise ha richiesto anche un lavoro di progettazione articolato. Kazu Hiro aveva incontrato l’attore mentre era impegnato nelle riprese di uno degli ultimi film di Mission: Impossible. In quell’occasione, il truccatore aveva realizzato una scansione tridimensionale per iniziare a sviluppare il design del personaggio.
In un primo momento, Digger Rockwell avrebbe dovuto avere 76 anni. Quando il lavoro sulle sculture e sugli stampi era già iniziato, però, Iñárritu ha cambiato indicazione, chiedendo che il personaggio ne avesse 67.
Hiro ha quindi dovuto ripensare l’aspetto di Digger, completando una seconda versione nel giro di poche settimane. Successivamente, una nuova idea del regista ha portato alla realizzazione di un terzo progetto.
Il risultato finale è nato dalla combinazione del secondo e del terzo design. Il primo progetto, invece, prevedeva ben dodici elementi protesici.
Sei settimane di prove per il trucco prostetico
Anche i tempi di applicazione sono stati una parte importante del lavoro. Secondo Hiro, il primo trucco di prova ha richiesto meno di cinque ore. Nei giorni successivi, il tempo necessario è sceso prima a tre ore e mezza e poi a due ore e mezza, un risultato particolarmente buono per una trasformazione di questo tipo.
Tom Cruise, inoltre, ha voluto indossare il trucco anche durante le prove, iniziate sei settimane prima delle riprese. Una scelta che ha richiesto al team di organizzare il lavoro in anticipo, così da permettere all’attore di abituarsi al nuovo aspetto e alle caratteristiche fisiche del personaggio.
Per Kazu Hiro, già vincitore di due Oscar per il suo lavoro in L’ora più buia (Darkest Hour) e Bombshell, Digger ha rappresentato un’altra occasione per mettere la propria esperienza al servizio della costruzione di un personaggio cinematografico.
La trasformazione non riguarda soltanto il volto o la corporatura: attraverso il peso delle protesi e la loro presenza costante, Cruise ha cercato un modo concreto per avvicinarsi al corpo e alla fisicità di Digger Rockwell.