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Gianni Amelio si aggiudica il Premio Penisola Sorrentina

Gianni Amelio è tra i trionfatori della 31ª edizione del Premio Penisola Sorrentina, dedicata al tema “La Repubblica dei luoghi”. 

Gianni Amelio riceve il Premio Film dell’anno per Nessun dolore, interpretato da Valeria Golino, Alessandro Borghi e Valerio Mastandrea. Un lungometraggio che si inserisce nel percorso di un autore da sempre attento alle contraddizioni della società e alle storie di chi vive ai margini. Il film richiama temi centrali nella poetica del regista, come la responsabilità individuale, il rapporto con l’altro e l’attenzione verso le fragilità umane.

ll riconoscimento rientra in un più ampio progetto culturale ideato dal direttore artistico della manifestazione Mario Esposito, in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente. Un’iniziativa che nasce con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico i valori e i principi fondanti della Costituzione italiana, attraverso una rilettura contemporanea e multidisciplinare. Pertanto, il progetto sceglie il cinema, la musica e i linguaggi dell’audiovisivo come strumenti privilegiati di racconto, riflessione e partecipazione.

Gianni Amelio, la carriera

Gianni Amelio è un autore che ha costruito, film dopo film, uno sguardo profondamente umano sul mondo, raccontando le contraddizioni della società, le fragilità individuali e le vite spesso invisibili. Dal folgorante esordio cinematografico con Colpire al cuore (1982) a Il ladro di bambini (1992), passando per Porte aperte (1990) e Lamerica (1994), il suo cinema ha saputo intrecciare la dimensione privata con le grandi questioni civili e sociali. Con Così ridevano (1998), Leone d’Oro a Venezia, consolida una poetica fatta di sguardi, silenzi e umanità irrisolte.

Negli anni Duemila, il regista prosegue la sua indagine sull’intimità e sulle relazioni umane con Le chiavi di casa (2004) e La stella che non c’è (2006), fino ad arrivare a La tenerezza (2017), ritratto delicato di solitudini e legami familiari. Infine, negli ultimi anni torna a confrontarsi con le ferite della storia e della società attraverso Hammamet (2020), Il signore delle formiche (2022) e Campo di battaglia (2024). Un percorso coerente e mai distante dal presente, che trova in Nessun dolore (2026) un nuovo capitolo.