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Natasha Lyonne

Natasha Lyonne difende l’uso dell’AI in Uncanny Valley

L’attrice Natasha Lyonne farà il suo debutto alla regia con Uncanny Valley, film distopico in cui sarà dato spazio all’intelligenza artificiale.  

Pochi giorni fa proprio l’Academy era tornata a parlare di Intelligenza Artificiale. Tra le nuove linee guida per gli Oscar, oltre alla regola di poter votare solo dopo aver visto tutti i film nominati per la singola categoria (surreale che così non fosse prima), c’è stata l’apertura all’uso dell’AI. Già lo scorso anno, d’altronde, tra i premiatissimi c’è stato The Brutalist, film che ha espressamente modificato con AI le voci dei due protagonisti per migliorare la loro pronuncia ungherese.

Nelle nuove linee guida: “In merito all’intelligenza artificiale generativa e ad altri strumenti digitali impiegati nel film, tali strumenti non influenzano la possibilità di ottenere una nomination. L’Academy e ogni ramo giudicheranno l’opera in base al livello di creatività umana al centro del progetto”. Dunque, verrà effettuata quella che sembra una valutazione qualitativa delle opere, che apre senza indugi all’uso dell’intelligenza artificiale.

A tal proposito Natasha Lyonne, che si prepara al suo debutto da regista, ha sottolineato come esista finalmente un modello di AI “pulito” che tiene conto delle controversie legate al copyright.

Natasha Lyonne: “È solo uno strumento”

Il film Uncanny Valley racconterà la storia di un’adolescente che, a causa di un videogioco, perderà ogni contatto con il reale. Per la creazione della realtà parallela del videogioco il team di Lyonne si servirà di un modello di AI chiamato “Marey”, che elabora a partire da dati che non sono soggetti a diritto d’autore. L’attrice e sceneggiatrice ci tiene a ribadire che si tratta soltanto di un mezzo: “Non sostituirà certo i capi reparto, gli scenografi o i direttori della fotografia. Questo film che sto facendo con Brit Marling è in realtà un vero film”. Per dare un’idea dell’impatto dell’AI su Uncanny Valley Lyonne l’ha paragonato all’uso del green screen, pratica ormai consolidata.

Il vero problema per Natasha Lyonne è l’uso improprio di dati e contenuti tipico dei modelli più noti di AI. Solo qualche settimana fa era nata una polemica relativa alle immagini create sullo stile dello Studio Ghibli. I social si erano scatenati nel ricreare scene famose di film, o celebri meme, ignorando però l’illegittimità (solo morale) alla base della possibilità di tale pratica. Tale controversia ci ha certamente dato prova dell’urgenza di legiferare in tal senso.

Natasha Lyonne

L’attrice ha poi aggiunto: “Penso che sarebbe saggio, come comunità, cominciare a distinguere i dettagli, perché se reagiamo con allarme a ogni svolta dell’AI, allora dovremmo tutti buttar via i nostri cellulari”.

Allarmarsi, infatti, rischierebbe di far perdere il focus della questione: “Penso che in questo momento siamo davvero in una situazione critica. Si parla molto del fatto che nei prossimi cinque anni potremmo trovarci davanti a una sorta di AGI (intelligenza artificiale generale) e a tutta una serie di sviluppi a cui dobbiamo davvero prestare attenzione, piuttosto che avere una reazione istintiva che ci impedisce di analizzare correttamente le informazioni. Questa mancanza di sfumature nel mondo moderno è un vero pericolo, se vogliamo davvero affrontare e risolvere qualcosa”.