Netflix e Disney Plus, i contenuti internazionali interessano sempre di più. In particolare i prodotti provenienti da Giappone e Corea del Sud.
Netflix e Disney Plus puntano sui contenuti internazionali sempre di più. I colossi dello streaming stanno ampliando le acquisizioni di film e serie in lingue diverse dall’inglese, rispondendo a una domanda globale in crescita.
A fotografare questa tendenza è una ricerca di Ampere Analysis, secondo cui a settembre 2026 i contenuti non anglofoni rappresentavano il 65% delle acquisizioni di Netflix e il 50% di quelle di Disney Plus.
Netflix e Disney Plus, contenuti internazionali in crescita
I dati confermano l’interesse di Netflix e Disney Plus per i contenuti internazionali. Se Netflix guarda soprattutto alle produzioni giapponesi e sudcoreane, Disney Plus mostra una particolare attenzione anche per i titoli tedeschi.
Il fenomeno si inserisce in un panorama in cui le storie locali riescono sempre più spesso a raggiungere spettatori di tutto il mondo, trasformandosi in occasioni di crescita per le piattaforme e per le industrie audiovisive dei Paesi d’origine.
K-drama e cinema giapponese, le opportunità per lo streaming globale
Tra i mercati con il maggiore potenziale di espansione figurano il Giappone e la Corea del Sud. L’interesse internazionale per gli anime, il cinema nipponico e i K-drama ha contribuito a rendere queste produzioni particolarmente appetibili per i servizi di streaming, ma la loro diffusione oltre i confini nazionali presenta ancora ampi margini di crescita.
Secondo Ampere Analysis, soltanto il 40% dei contenuti giapponesi disponibili sulle piattaforme streaming è accessibile a livello internazionale. Gli Stati Uniti e la Corea del Sud sono tra i principali acquirenti dei titoli giapponesi destinati ai mercati esteri, mentre anche Francia e Germania mostrano un interesse significativo.
Per le piattaforme, questa disponibilità limitata rappresenta un’opportunità per ampliare i cataloghi e intercettare pubblici già interessati a produzioni provenienti dall’Asia orientale. L’acquisizione di nuovi titoli può inoltre favorire la circolazione di opere che, pur avendo un seguito consolidato nel proprio Paese, faticano ancora a raggiungere una distribuzione internazionale.
Anche la Corea del Sud presenta un potenziale considerevole. Nonostante il successo globale dei K-drama, il mercato internazionale non ha ancora accesso a una parte consistente dei titoli prodotti nel Paese. Ampere segnala in particolare l’interesse del Medio Oriente e del Sud-est asiatico per film e serie a tema romantico.

Non solo Corea e Giappone: crescono le opportunità per Francia e Turchia
La ricerca individua anche in Francia e Turchia due mercati interessanti per le future acquisizioni internazionali. Insieme alle produzioni giapponesi e sudcoreane, i contenuti provenienti da questi Paesi rappresentano alcune delle principali opportunità per ampliare l’offerta globale delle piattaforme.
Il fattore determinante è l’equilibrio tra domanda e disponibilità. Quando gli spettatori mostrano interesse per una cinematografia nazionale, ma una parte delle opere resta difficilmente accessibile all’estero, si apre uno spazio per nuove licenze e accordi di distribuzione.
La strategia può risultare vantaggiosa sia per i servizi streaming, che arricchiscono i propri cataloghi con proposte diversificate, sia per i produttori, che possono raggiungere nuovi mercati senza dipendere esclusivamente dai risultati ottenuti nel Paese d’origine.
Le piattaforme streaming alla ricerca di nuove storie internazionali
La crescente attenzione verso i contenuti non anglofoni coinvolge anche altri grandi operatori del settore. Secondo Tingting Li, responsabile della ricerca di Ampere Analysis, negli ultimi anni Amazon Prime Video, HBO Max e Disney Plus hanno ampliato le licenze di titoli in lingue diverse dall’inglese in numerosi mercati.
Così Li:
Giappone, Corea del Sud, Francia e Turchia rappresentano le principali opportunità per le licenze internazionali, grazie al forte interesse del pubblico e alle lacune ancora presenti nella disponibilità transfrontaliera.
Per i servizi streaming, acquisire queste produzioni significa avvicinare l’offerta alle preferenze degli spettatori e rendere accessibili storie che altrimenti rimarrebbero circoscritte ai mercati nazionali. Per i titolari dei diritti, invece, la diffusione internazionale può rappresentare una nuova fonte di ricavi e un’occasione per rafforzare la visibilità delle proprie opere. Insomma: la globalizzazione passa anche per i servizi streaming.