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Tony Awards, tra i vincitori anche John Lithgow, qui nel film Jimpa

Olivia Colman: ” Non mi sono mai sentita binaria”

In una intervista per l’uscita del film Jimpa, Olivia Colman ha sottolineato la sua vicinanza ai temi principali affrontati dalla regista Sophie Hyde. Soprattutto l’identità non binaria e le relazioni all’interno della comunità LGBTQ+.

Nel film Jimpa, uscito negli Stati Uniti lo scorso il 6 febbraio, Olivia Colman interpreta Hannah, una donnache porta il/la suo/a adolescente non binario/a Frances (Aud Mason-Hyde) a visitare il nonno Jim (interpretato da John Lithgow) conosciuto come “Jimpa”, che ha fatto coming out come gay. Quando Frances esprime il desiderio di restare con Jimpa per un anno all’estero, Hannah è costretta a riconsiderare le proprie convinzioni genitoriali e le storie che ha raccontato a lungo sulla sua famiglia.

Un viaggio, fisico ed emotivo, raccontato con grazia e autenticità. Attraverso uno sguardo tenero, rispettoso e mai giudicante, il film intreccia temi come la memoria, l’appartenenza e l’accettazione, offrendo una riflessione commovente e necessaria su cosa significhi davvero essere famiglia oggi.

“Mai sentita del tutto femminile nell’essere donna”

In un’intervista insieme alla regista Sophie Hyde, l’attrice britannica, premio Oscar per La Favorita, ha espresso gratitudine per essere stata “accolta” nella comunità queer. Quando le è stato chiesto dei suoi ruoli variegati che hanno incluso storie incentrate su questa comunità, come il film di Lanthimos e Beautiful People: “Trovo che le storie più amorevoli e più belle provengano da quella comunità. E mi sento davvero onorata di essere accolta”.

La narrazione del film cerca di allontanarsi dall’idea che il dramma debba basarsi solo sul conflitto, scegliendo invece di esplorare la comprensione e l’amore. Questo è uno tentativo che nella nostra vita quotidiana viene ancora poco usato per gestire temi considerati ancora controversi al pensiero comune. Colman, che è sposata con il marito Ed Sinclair, ha introdotto la risonanza personale che il film ha avuto per, il fatto che si sia sempre sentita “in qualche modo non binaria”.

E ancora durante l’intervista: “Mi sono sempre descritta a mio marito come un uomo gay. E lui dice: ‘Sì, lo capisco’. Quindi mi sento a casa e a mio agio. Sento di avere un piede in vari campi”.

La forza di chi ci è vicino

Colman ha descritto la pellicola come un’esperienza gioiosa e rigenerante, incentrata sull’amore queer e sulla famiglia. In situazioni come queste infatti il ruolo di chi ci è vicino quotidianamente diventa fondamentale. E questo è un tema che non risparmia certo anche gli uomini, in una società che si aspetta sempre di più dalle aspettative cui devono essere all’altezza.

“Penso che io e mio marito ci alterniamo nell’essere ‘quello forte’ o quello che ha bisogno di un po’ di gentilezza”, ha detto Colman. “Credo che tutti abbiano tutto questo dentro di sé. L’ho sempre sentito. Solo ora, parlando con Aud e con la loro comunità, improvvisamente non sono più una stranezza. Non sono sola nel dire: ‘Non mi sembra che sia binario’. E questa cosa mi è piaciuta moltissimo. Sono uscita da questo film con la sensazione: ‘Sì, sapevo di non essere sola’. Credo di scegliere tutti questi film perché sono film che parlano a me. Voglio aiutare a raccontare queste storie”.