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Tell me lies, Meaghan Oppenheimer e Grace Van Patten parlano del finale

Tell me lies, Meaghan Oppenheimer e Grace Van Patten parlano del finale

Meaghan Oppenheimer e Grace Van Patten spiegano il finale di Tell Me Lies: la scelta di Lucy, la rottura con Stephen e i misteri rimasti aperti.

Dopo tre stagioni, Tell Me Lies si è conclusa con un finale intenso e divisivo. La creatrice Meaghan Oppenheimer e la protagonista Grace Van Patten hanno raccontato il significato dell’epilogo, soffermandosi sull’ultima scelta di Lucy, sul ruolo di Stephen e sulle domande rimaste senza risposta.

Tell me lies, Meaghan Oppenheimer e Grace Van Patten parlano del finale

Tell me lies, il finale (Spoiler)

Nella timeline ambientata al college, Bree (Cat Missal), furiosa dopo aver scoperto che Lucy (Grace Van Patten) era la ragazza con cui Evan (Branden Cook) l’aveva tradita, decide di vendicarsi diffondendo il video in cui Lucy ammette di aver mentito su uno stupro. La conseguenza è devastante: Lucy viene espulsa dall’università e, convinta che dietro la diffusione del video ci sia Stephen (Jackson White), precipita nuovamente nella sua ossessione per lui.

La situazione si complica quando Marianne (Gabriella Pession) affronta Bree insieme a Oliver (Tom Ellis), alla madre di Bree e ad Amanda, la minorenne coinvolta con Oliver. Marianne minaccia Bree di farle perdere la borsa di studio se continuerà ad accusarli. La madre di Bree finisce per credere alla loro versione, mentre Oliver e Marianne manipolano la narrazione dei fatti.

Nella timeline futura emergono nuove rivelazioni: Bree e Wrigley hanno iniziato una relazione già durante la festa di fidanzamento di Bree ed Evan. Al matrimonio, Stephen scopre che è stata Bree a diffondere il video e decide di sabotare la cerimonia. Prende il microfono e rivela pubblicamente ogni segreto: il ruolo di Bree, il suo incontro con Lucy quella stessa mattina, il passato tra Lucy ed Evan al college e la relazione tra Bree e Wrigley.

Dopo il caos, Bree tenta di rassicurare Lucy, ma Stephen le chiede di andare via con lui. Lucy accetta, solo per essere abbandonata poco dopo in una stazione di servizio isolata. Invece di crollare, ride. Parte una cover di “Such Great Heights” dei Postal Service, già simbolo della loro relazione nella prima stagione: un momento che segna la chiusura definitiva del ciclo tossico.

Tell me lies, l’intervista a Meaghan Oppenheimer e Grace Van Patten

La collaborazione tra creatrice e protagonista

Grace Van Patten ricorda il primo incontro su Zoom con Meaghan Oppenheimer come decisivo per accettare il ruolo. La volontà di raccontare una storia autentica sulle relazioni tossiche giovanili le apparve subito chiara.

Oppenheimer, dal canto suo, sottolinea la maturità e l’affidabilità dell’attrice, qualità fondamentali per interpretare un personaggio complesso come Lucy.

L’idea del finale e la scelta di chiudere Tell me lies

La showrunner spiega che la convergenza delle due timeline e la rottura devastante tra Lucy e Stephen erano previste fin dalle prime fasi di sviluppo. L’espulsione di Lucy rappresenta la conseguenza concreta delle sue scelte e rafforza il messaggio della serie: le decisioni prese in gioventù hanno effetti duraturi.

La chiusura della serie è stata una decisione narrativa: per Oppenheimer, la storia aveva raggiunto la sua conclusione naturale e proseguire avrebbe snaturato l’arco complessivo.

L’ultima scelta di Lucy: libertà o ennesimo errore?

Secondo Grace Van Patten, Lucy aveva bisogno di quell’ultimo gesto impulsivo — salire in macchina con Stephen — per ottenere la conferma definitiva della sua natura distruttiva. Il sorriso finale, invece delle lacrime, suggerisce una nuova consapevolezza.

Per Oppenheimer era essenziale che fosse Stephen a chiudere il legame: solo così Lucy può davvero liberarsi dal ciclo tossico.

Le domande rimaste senza risposta

Molti interrogativi restano aperti. Oliver e Marianne sembrano averla fatta franca, anche se la creatrice lascia intendere che Oliver potrebbe essere coinvolto in uno scandalo #MeToo in futuro. Bree non scopre mai la bugia di Evan su sua madre e continua a credere al tradimento materno.

Dopo l’espulsione, Lucy trascorre alcuni mesi in terapia, si iscrive a un’università meno prestigiosa e finisce a lavorare nelle vendite, dove incontra Max a New York, in una relazione stabile ma non completamente autentica. Stephen si avvicina a Lydia sfruttando l’odio condiviso verso Lucy, mentre Chris probabilmente non subisce conseguenze.

Alex si allontana da Bree in modo naturale, lasciando aperta la possibilità di un futuro riavvicinamento con Lucy. La relazione tra Bree e Wrigley, invece, era una possibilità prevista fin dall’inizio della stagione, anche per offrire a Wrigley un momento di riscatto.

Lucy è davvero cattiva quanto Stephen?

Oppenheimer è chiara: Stephen è il vero elemento tossico della serie, il catalizzatore del caos. Grace Van Patten riconosce che Lucy non sia innocente, ma distingue tra una tossicità radicata e compulsiva — propria di Stephen — e una tossicità reattiva, legata al dolore, al lutto e all’immaturità.

La differenza, suggerisce l’attrice, è che Lucy può cambiare. Stephen, probabilmente, no.