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Anuja: la recensione della protesta contro lo sfruttamento
La notte degli Oscar è si un evento legato al cinema, ma anche una manifestazione politica che denuncia argomenti controversi con i suoi candidati, come Anuja.
Riconoscimenti e introduzione al problema
Distribuito in anteprima ad agosto 2024 all’HollyShorts Film Festival e approdato su Netflix lo scorso Febbraio, Anuja è il cortometraggio di Adam J. Graves candidato, la scorsa notte agli Oscar, come “Miglior cortometraggio live action”.
Un’onorificenza che, però, ha perso contro il suo avversario The Only Girl in the Orchestra, ma che al contempo si accompagna alle sue 3 vittorie ai rispettivi Festival della California (Holly Shorts), New York e Montclair.
Scritto e girato in lingua hindi, il prodotto rappresenta uno spaccato della vita reale indonesiana, dove lo sfruttamento lavorativo e minorile sono questioni quotidiane, normalmente trattate ogni giorno.
Anuja, la trama
Anuja è la storia di due sorelle, la maggiore Palak (Ananya Shanbhag) e la piccola Anuja (Sajda Pathan), che sono costrette a vivere un’esistenza miserabile, di restrizione e sofferenza.
Orfane di madre e di padre, le due sorelle sono obbligate, per sopravvivere, a lavorare in una fabbrica tessile, cucendo abiti di lusso e oggettistica varia per il gran mercato.
Vincolate alle rigide regole del loro padrone, Anuja e Palak non riescono a godersi la vita, ad avere diritto ad un’istruzione scolastica, poiché povere di qualsiasi bene primario e materiale, a tal punto da dover confezionare, sotto banco, borse di tela con gli avanzi di stoffa della fabbrica.
Un grande rischio, a costo di farsi scoprire, ma che è giustificato da una piccola speranza per entrambe, o almeno per la dolce Anuja, di poter frequentare un college di alto livello, se superato l’esame di ingresso.
Infatti, la ragazzina sembra essere un genio della matematica, ma che presenta allo stesso tempo altrettante sorprendenti capacità intellettive. Come ad esempio nella vendita.
Dunque, sarà proprio lei a vendere due borse al miglior offerente, ottenendo ben oltre il totale necessario per effettuare l’iscrizione all’esame.
Un gesto apparentemente furbo, ma che racchiude, dentro di se, un profondo atto di generosità e premura nei confronti della sorella maggiore.
Quella stessa Palak che, da una parte sbeffeggia gli assurdi annunci degli uomini nel voler trovare una donna attraente e di poche pretese; ma che dall’altra sogna un suo matrimonio “fiabesco”, solo per poter scappare definitivamente dalla fabbrica.
Pertanto la ragazza è disposta, per totale disperazione, a rinunciare alla sua libertà morale, pur di salvare la piccola sorellina da quel triste destino e darle un futuro più prosperoso.
Un pensiero che non ha solo Palak, ma anche la geniale Anuja, che farà una scelta importante per la sua vita.

La denuncia politico-sociale di Anuja
Il cortometraggio Anuja, prodotto da Shine Global e dalla Krushan Naik Films, denuncia in modo vivido e chiaro lo sfruttamento non solo dell’Asia Meridionale, come in questo caso specifico nella città di Nuova Delhi, ma del lavoro sottopagato generalizzato, dilagante in tutto il confine est-mondiale.
Un fattore perentoriamente devastante che possiamo vedere proprio negli ultimi casi di denuncia, scoppiati a livello internazionale, contro Shein e Temu, che sono ancora in fase preliminare in tribunale.
Un’accusa verso l’intera ruota panoramica del fast fashion, che da anni costringe milioni di manifatturieri a lavorare in condizioni indecenti e con orari estenuanti, al solo fine di sostenere la massiva richiesta di consumo del cliente internazionale.
Anuja prodotto del popolo
Il prodotto di Graves, realizzato anche grazie all’organizzazione no profit Salaam Baalak Trust, per la distribuzione di cibo, alloggi e educazione tra i giovani di Nuova Delhi, vanta all’interno del suo cast due coprotagoniste reali e genuine, come se fossero state prese dalla strada.
E per una è stato effettivamente così.
Difatti Sajda Pathan, ovvero la piccola Anuja, appartiene proprio a tale associazione, grazie al quale ha potuto studiare adeguatamente, insieme a milioni di bambini reduci, per un futuro migliore.

Il cambio di rotta di Anuja
Decisamente un destino roseo rispetto alla protagonista che interpreta, la quale lascia a bocca aperta il pubblico al momento della conclusione della storia.
Un cliffhanger emozionale, di una bambina che è cresciuta troppo in fretta in un mondo crudele e ostile, a tal punto da prendere una decisione azzardata per salvaguardare la sorella maggiore.
Conclusione
In conclusione Anuja, anche se non vincitore della statuetta d’oro, è un prodotto di eccellenza, tagliente, prorompente e toccante che, con la sua dolcezza dichiarata di un amore tra sorelle, schiaffeggia lo spettatore, lo scuote e lo incita ad aprire gli occhi, su una spietata realtà.
Un’immagine di cui noi stessi siamo fautori, ma che possiamo provare a cambiare con piccole scelte consapevoli.
