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Arco

Arco, un’amicizia per salvare il futuro

Arco è l’emozionante opera prima di Ugo Bienvenu, una favola intima e avventurosa che guarda con deferenza a Miyazaki e Spielberg, e ha il dono di rivolgersi a giovani e adulti. 

Arco, presentato in anteprima alla 78ª edizione del Festival di Cannes, nella sezione “Séances Spéciales”, ha ottenuto il plauso della critica aggiudicandosi il premio come Miglior Film d’Animazione agli European Film Award, oltre ad essere entrato nella cinquina dei lungometraggi nominati in corsa per gli Oscar e i Golden Globes. 

La pellicola rappresenta l’esordio al cinema del fumettista Ugo Bienvenu, che muovendosi in un settore particolarmente a rischio a causa dell’omologazione creativa generata dell’intelligenza artificiale, riesce a combinare il tratto stilizzato del fumetto – 150 disegnatori hanno lavorato alla realizzazione dell’opera – con la Computer generated imagery.

 

Arco, la trama

In un futuro remoto e imprecisato, il piccolo Arco vive con la sua famiglia sulle nuvole, in abitazioni costruite su piattaforme ecosostenibili sorrette da pilastri simili ad alberi giganti. Mentre i genitori e la sorella più grande possono viaggiare avanti e indietro nel tempo grazie a dei mantelli magici che creano nell’aria scie di arcobaleno simili a comete, ad Arco il dono non è concesso per ragioni anagrafiche. Ciò gli impedisce di realizzare ciò che più gli sta a cuore: tornare indietro nel tempo per vedere i dinosauri.

Un giorno Arco ruba il mantello magico color arcobaleno alla sorella maggiore e si getta nel vuoto dello spazio-tempo, ritrovandosi nel cortile di Iris, una bambina di 10 anni che vive nel 2075, con il fratellino Peter e un bizzarro robot tuttofare chiamato Mikki. Un futuro in cui riconosciamo il nostro presente, dove l’umanità è stata cieca e sorda agli appelli, l’ecosistema è compromesso e tutti vivono sotto bolle che proteggono dalle intemperie del clima, in particolare i continui incendi e uragani.

Una favola ecologista

Ugo Bienvenu attinge agli stilemi del cinema d’animazione, creando un’opera dal forte spirito avventuriero che intrattiene e appassiona, allo stesso tempo, riesce a costruire e sviluppare una forma di riflessione culturale, ambientalista e politica. Qui si cela il grande pregio dell’esordiente francese, che dialoga con adulti e giovani, costruendo un racconto in equilibrio tra fascinazione fanciullesca e analisi della nostra modernità, collegandola al delicato tema del contesto affettivo e genitoriale.

La pellicola, prodotta da Natalie Portman, fervente attivista, racchiude un’anima ecologista, perfettamente sintetizzata dalle parole dell’attrice del Cigno Nero: “Il cambiamento climatico è una delle migliori opportunità per l’umanità di stare insieme. Ed è un’avventura che potrebbe portare tanta felicità perché è una sfida incredibile che accomuna tutti. Non capisco perché continuiamo a combatterci l’uno contro l’altro, abbiamo la possibilità di salvarci insieme e di essere felici di farlo. Combattere insieme per il bene comune è la nostra più grande opportunità”.

Il viaggio dell’eroe

Arco a differenza dei classici film d’animazione ha una struttura che non segue, pedissequamente, i classici canoni narrativi del viaggio dell’eroe. Il giovane protagonista non parte per raggiungere un obiettivo o superare delle prove, tant’è che non si sono nè antagonisti nè battaglie finali. Ciò si traduce in una pellicola dal ritmo ambivalente e a tratti bizzarro, tuttavia a Bienvenu ciò che interessa è fornire l’espressione della propria poetica, prescindendo dal montaggio filmico.

Il viaggio di Arco, e degli altri protagonisti, è un percorso intimo e introspettivo che pone l’accento sull’ingenua meraviglia di essere bambini; l’opera non ha bisogno di battute e dialoghi brillanti nè di esplicitare le relazioni e i sentimenti dei protagonisti, piuttosto si nutre del candore fanciullesco che trae gioia dal semplice stare insieme, come in una poetica sequenza in cui Arco e Iris ridono con affetto provando a imitare i versi degli uccelli.

Arco e la Sehnsucht

Sehnsucht è un termine tedesco, un concetto centrale nel Romanticismo tedesco, che indica uno struggente desiderio, o una brama veemente verso qualcosa di lontano, irraggiungibile o sconosciuto. La peculiarità dell’opera di Bienvenu è proprio questo anelito che anima le azioni e i sentimenti dei protagonisti.

Arco non è soddisfatto della sua vita nel futuro e sogna ardentemente di vedere i dinosauri, Iris fugge da scuola, è inquieta, percepiamo che il suo mondo è incompleto, ha un robot che sostituisce le figure genitoriali, ed è come in attesa di qualcuno o qualcosa. Lo stesso Mikki, l’androide che si prende cura di Iris, appare come un personaggio didascalico e privo di emozioni, ma in realtà anch’egli cerca qualcosa, come svelato da una delle sequenze più struggenti del film, mentre i 3 fratelli che danno la caccia ad Arco sono da anni alla ricerca di un segnale dal futuro, qualcosa che possa dare una svolta alle loro esistenze.

Arco, in conclusione

Arco – Un’amicizia per salvare il futuro è un opera emozionante e intima, seppur non con la profondità narrativa e contenutistica di Miyazaki, e con meno pathos rispetto ai lavori più ispirati della Pixar, il film riesce a far breccia nel cuore degli spettatori di ogni età, in virtù del suo valore visionario, culturale e politico. Bienvenu, si muove in un contesto, quello fantascientifico, dominato da viaggi nel tempo, distopie e multiversi, ridefinendo i canoni del genere e ricordandoci il valore di vivere il nostro presente con chi ci circonda, in quanto il tempo è ineluttabile, anche per chi ha un magico mantello arcobaleno.

 

🎬 Valutazione

Regia
★★★
Interpretazioni
★★★
Storia
★★★★
Emozioni
★★★
🏆 Voto Totale
3.3
★★★