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Welcome to Derry: il clown è tornato e ha fame
Welcome to Derry vince la scommessa: il prequel HBO ci riporta nelle fogne del 1962, mescolando l’orrore cosmico di King con il dramma razziale
Ammettiamolo: l’idea di spiegare le origini del Male assoluto puzzava di operazione commerciale lontano un miglio. Invece, la prima stagione di It-Welcome to Derry, conclusasi da poco su HBO, ha dimostrato di avere un cuore pulsante e nerissimo. Gli showrunner Jason Fuchs e Brad Caleb Kane, sotto la supervisione dei fratelli Muschietti, hanno evitato la trappola della semplice “conta dei morti”, costruendo un affresco storico del 1962 che fa male quanto i denti di Pennywise.
Il vero miracolo è il ritorno di Bill Skarsgård. L’attore svedese, inizialmente riluttante a rimettersi il trucco, ci regala una performance doppia: non è solo il mostro che conosciamo, ma anche Bob Gray, l’uomo dietro la maschera (o meglio, la forma umana che l’Entità ha scelto di mimare). Vederlo nella sua forma “umana” nel settimo episodio è forse più disturbante delle sue trasformazioni mostruose.
L’orrore reale oltre il sovrannaturale
La serie sposta il focus dalla banda dei perdenti alla famiglia Hanlon. Jovan Adepo (Leroy Hanlon) e Taylour Paige sono straordinari nel mostrare un orrore molto più tangibile di un clown assassino: il razzismo sistemico dell’America degli anni ’60. La trama legata al Black Spot, il locale dato alle fiamme dai suprematisti bianchi, si intreccia con la mitologia di King in modo organico, rendendo Derry un luogo maledetto non solo per via della magia, ma per la cattiveria dei suoi abitanti.
Luci e ombre tecniche
Se la scrittura convince, non tutto è perfetto sul fronte visivo. Mentre la sequenza iniziale con il “neonato mutante” è puro incubo cronenbergiano che setta subito il tono splatter della serie, alcuni effetti in CGI negli episodi centrali risultano un po’ troppo plasticosi, ricordando più i mostri di Piccoli Brividi che l’orrore adulto dei filmnteressante, invece, l’espansione della mitologia legata a Shining , con il personaggio di Dick Hallorann (Chris Chalk) usato dai militari quasi come un’arma psichica per stanare l’entità.
In definitiva, un prequel che giustifica la sua esistenza espandendo l’incubo invece di diluirlo.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
4.5
★★★★⯨