The Punisher: One Last Kill racconta la trasformazione di Frank Castle; dramma psicologico e violenza all’eccesso plasmano una nuova versione del personaggio.
Arrivato in streaming su Disney+, The Punisher: One Last Kill prende in carico il destino di Frank Castle nella transizione dalla serie originale – targata Netflix – all’approdo del personaggio sul grande schermo in Spider-Man: Brand New Day, in uscita il 29 luglio 2026. Ambientato – ma scollegato – dopo gli eventi della prima stagione di Daredevil: Rinascita, lo speciale – della durata di circa 45 minuti – è diretto da Reinaldo Marcus Green e sceneggiato dal regista assieme a Jon Bernthal, interprete del personaggio. Questa la nostra recensione.
The Punisher: One Last Kill, la trama
Frank Castle sembra aver abbandonato il ruolo de Il Punitore, costretto ad una vita da recluso. I traumi del suo passato continuano però a lasciare segni evidenti nella psiche dell’ex-soldato, vittima di numerose allucinazioni che gli impediscono di superare il suo dolore. Little Sicily, il quartiere in cui abita, è ormai caduto nel caos più totale dopo la morte – causata da Frank stesso – della famiglia mafiosa Gnucci, che gestiva la criminalità. Quando l’unica superstite della mattanza del Punitore rivela la posizione della sua abitazione, numerosi criminali decidono di aprire la caccia; tuttavia, sarà difficile capire chi sia la preda e chi il predatore.
Jon Bernthal resta un iconico Punitore
Il buon lavoro svolto dall’attore per restituire il dolore e la follia del personaggio erano evidenti già durante la visione della serie a lui dedicata. Qui Bernthal, avendo anche partecipato alla sceneggiatura, riesce a portare in scena un Punitore spezzato, tormentato dal suo passato e incapace di reagire. La prima metà del mediometraggio, incentrata sulla sofferenza che Frank continua a vivere incessantemente, convince proprio in virtù di una prova attoriale più che convincente, che ancora una volta conferma la capacità dell’attore di restituire una versione del personaggio in grado di lasciare il segno.
L’evoluzione del personaggio
Il Punitore non è mai stato un eroe. Non lo era nella serie, e non lo è in questo speciale. I suoi modi, la sua visione della giustizia, incentrata sull’eradicare il problema eliminandolo, lo rende di fatto più vicino alla moralità di un’antagonista. Frank Castle uccide. Soprattutto se, come in questo caso, è la violenza a bussare alla sua porta. Il desiderio di vendicare la morte della sua famiglia, però, non è sufficiente. Perché quando la vendetta viene portata a termine, cosa resta?
Frank ha bisogno di un motivo per continuare a vivere, e The Punisher: One Last Kill racconta proprio questo: per continuare a dare un senso alla propria vita, il Punitore prende consapevolezza di essere macchiato, ma di poter sfruttare la sua storia per evitare che altri diventino come lui.
La violenza portata all’eccesso (SPOILER su Daredevil: Rinascita)
La seconda metà è caratterizzata da una vera e propria mattanza. Una sequenza action che non si risparmia sotto nessun punto di vista, con la messa in scena di una violenza brutale e senza filtri. Purtroppo, non tutte le coreografie convincono a pieno, e alcune riprese creano un po’ di confusione. Nel complesso, però, si tratta sicuramente di una sequenza esaltante, in linea con le aspettative di un personaggio brutale e con una moralità, come detto, ambigua.
La violenza, però, è anche tutt’intorno a Frank Castle. La Little Sicily messa in scena da Reinaldo Marcus Green sembra una rivisitazione de La notte del giudizio, forse un po’ troppo esasperata per risultare credibile. Certo, il mediometraggio è comunque basato interamente sugli eccessi, ma alcune soluzioni narrative appaiono poco probabili, anche in virtù degli eventi raccontati in Daredevil: Rinascita. Se infatti questo speciale è ambientato a ridosso della serie, nella quale Wilson Fisk, ormai sindaco di New York, è riuscito a tenere sotto controllo la criminalità, risulta difficile credere che uno dei suoi quartieri possa essere ridotto a questo stato.
The Punisher: One Last Kill, in conclusione
Nonostante alcune ambiguità a livello di coerenza con gli altri prodotti e degli effetti speciali convincenti solo a metà, The Punisher: One Last Kill rimane uno speciale che rende pienamente giustizia al personaggio interpretato da uno straordinario Jon Bernthal. Per i fan del Punitore si tratta sicuramente di un prodotto da non perdere, ma che risulta piacevole anche a chi non segue assiduamente l’MCU. Apprezzati i cameo di alcuni personaggi, sfruttati per popolare le visioni di Frank.