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The Rip – Soldi Sporchi: la recensione
La storica coppia di Ben Affleck e Matt Damon torna a condividere lo schermo in The Rip – Soldi sporchi, thriller poliziesco diretto da Joe Carnahan.

The Rip si può prestare a molteplici significati.
Letteralmente significa “lo strappo”, ma è anche comunemente usato per augurare ai defunti di riposare in pace.
Ma in questo caso The Rip è il titolo di un thriller poliziesco appena rilasciato su Netflix.
Tratto da una storia vera e diretto da Joe Carnahan, regista specializzato in film action, thriller e polizieschi (ricordiamo la sua firma dietro a Smokin’ Aces o A-Team), il film è anche l’ennesimo prodotto di uno dei sodalizi artistici, e delle amicizie personali, più iconici e duraturi di tutta Hollywood, ovvero quella di Ben Affleck e Matt Damon, mattatori alla guida di un cast d’eccezione, che include tra gli altri Steven Yeun, Sasha Calle e Kyle Chandler.
Ma tralasciando le battutacce sull’avere Batman, Supergirl e Lanterna Verde nello stesso film, di cosa parla The Rip?
The Rip, la trama del film Netflix
Ambientato a Miami, The Rip racconta dell’unità di polizia Tactical Narcotics Team (TNT).
Il capitano dell’unità Jackie Velez (Lina Esco) viene assassinata.
I sospetti ricadono immediatamente sui poliziotti corrotti, intenzionati ad intascarsi i soldi dei sequestri ai narcotrafficanti.
Quando il tenente della TNT Dane Dumars (Matt Damon) guida i restanti membri della squadra, il sergente JD Byrne (Ben Affleck), Mike Ro (Steven Yeun), Numa Baptiste (Tyana Taylor) e Lolo Salazar (Catalina Sandino Moreno), in quella che apparentemente è solo un’ispezione come tante in una villa di periferia, appartenente alla giovane Desi (Sasha Calle), l’unità rinviene più di venti milioni di dollari, che in breve tempo scoprono non appartenere ai cartelli della droga.
A quel punto nessuno sa più di chi fidarsi. Chiunque potrebbe essere una talpa. E mentre entra in gioco anche la DEA, rappresentata dall’agente Matty Nix (Kyle Chandler), i sospetti si accumulano, e i rapporti interpersonali, così come l’integrità dei protagonisti, vengono costantemente messi alla prova.
Messa in questo modo, sembrerebbe che The Rip non sia nulla di particolarmente memorabile.
Il classico film poliziesco da guardare sul divano la domenica pomeriggio quando fuori piove.
D’altronde è stato lo stesso Matt Damon a ironizzare su quanto Netflix voglia per i suoi film trame elementari costantemente ripetute dai personaggi, in modo che lo spettatore possa costantemente permettersi di distrarsi, guardare il telefono o interrompere la visione senza che la fruizione ne risenta in alcun modo.
E anche in questo caso le cose non cambiano. Lo spettatore potrebbe tranquillamente iniziare a guardare The Rip la sera e concluderlo la mattina dopo.
Ma allora perché consigliare questo film e non un altro? (SPOILER)
Beh, perché nella sua semplicità, The Rip sa giocare bene le sue carte.
La coppia Affleck-Damon tanto per cominciare.
La chimica tra i due divi (che del film sono anche produttori) sorregge da sola l’intera pellicola, e la loro intesa data da anni di collaborazione e di amicizia è tale che non c’è neanche bisogno di sviluppare realmente i loro personaggi per comprenderli. I loro trascorsi sono intuibili dallo spettatore non appena questi appaiono sullo schermo.
Abbiamo poi la sovversione delle aspettative.
L’inizio del film, così come la campagna pubblicitaria, ci portano immediatamente a sospettare che si tratti di una storia di corruzione, che siano proprio i protagonisti quelli di cui non ci si può fidare, facendo scivolare lo spettatore in una trappola squisitamente metacinematografica, un inganno talmente fine che sarete contenti di esserci cascati per poi essere sorpresi.
E infine la gestione della tensione.
La prima metà è piuttosto lenta, e guardandola è facile distrarsi. Il film ingrana però rapidamente nella seconda. La pellicola cattura l’attenzione dello spettatore in un crescendo continuo che culmina con l’inevitabile e proverbiale inseguimento finale, tanto prevedibile quanto soddisfacente.
Certo ovviamente non parliamo di un prodotto privo di difetti.
Qualsiasi personaggio che non sia Affleck o Damon ha lo spessore di un foglio di carta velina. Kyle Chandler ha praticamente scritto in faccia “sono il cattivo” dal primo momento in cui entra in scena. E in generale le ingenuità nella messa in scena sono piuttosto evidenti.
Ciononostante The Rip compensa con un notevole cuore, derivante sia dai temi affrontati nella pellicola che dall’intesa tra i suoi protagonisti, e che rende la visione fruibile sia a chi è in cerca dell’azione più adrenalinica sia chi è alla ricerca di un prodotto più riflessivo.
🎬 Valutazione
Regia
★★★★★
Interpretazioni
★★★★★
Storia
★★★★★
Emozioni
★★★★★
🏆 Voto Totale
3.3
★★★★★
