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Steve Cutts

Piccolo grande cinema: Steve Cutts

Steve Cutts è un caso di regista esclusivamente d’animazione ed esclusivamente di cortometraggi, ma tutto questo non lo ha reso meno importante.

Abbiamo sempre affermato che, oltre ad essere un’arte parallela a quella della settima arte del grande schermo, il mondo dei cortometraggi è quell’arena di gioco che permette di entrare nel mondo del cinema dei lungometraggi. Ma, a volte, non è necessariamente così.

Molti autori non hanno mai l’occasione di esordire davvero al cinema, non trovando finanziamenti o fiducia. Invece, molti altri autori, scelgono volontariamente di rimanere precisamente dove sono, perchè fare un cortometraggio non significa accontentarsi nè significa fare compromessi.

Steve Cutts

Steve Cutts è uno degli illustratori inglese contemporanei più famosi che ci siano. La sua carriera è iniziata a cavallo tra il 2010 ed il 2012 e, dopo aver collaborato con aziende mainstream come Coca-Cola, Google e Sony, Cutts ha deciso di intraprendere un percorso parallelo da regista ed animatore.

Nonostante siano ormai quattro anni circa che è parzialmente scomparso dal mondo dei cortometraggi, Cutts ha raccolto nei suoi dieci anni di esperienza quasi 200 milioni di visualizzazioni e più di 2 milioni di iscritti su YouTube. Oltre a questo, il regista londinese si è creato un seguito specifico ed una corrente di animatori, estremamente influenzati dai suoi lavori.

Steve Cutts

 

Man

Primo cortometraggio di Steve Cutts, nonchè il più virale. Datato 2012, Man segue un’uomo appena arrivato sulla Terra ed il suo rapporto con la natura. Metaforico della figura degli esseri umani, semplice e mai scontato, ci mette davanti alla realtà dei fatti ed alla concreta possibilità che, un giorno, saremo dei re che governano un cumulo di macerie.

Happiness

Happiness è per gran distacco il miglior lavoro di Cutts. Questo cortometraggio di circa 4 minuti segue l’instancabile viaggio di un roditore alla ricerca di felicità e di soddisfazione. Le conseguenze del consumismo di massa e del post-capitalismo ci hanno ridotti a dei miseri schiavi, senza speranza e con un’illusione rimasta, e niente di più.

The Turning Point

Esattamente il 1° gennaio 2020, Steve Cutts pubblica The Turning Point, ovvero, un affresco contemporaneo della distruzione dell’ambiente, degli effetti del cambiamento climatico e l’estinzione della specie, ma da un diverso punto di vista. Con una canzone non troppo appropriata in sottofondo, gli uomini diventano animali e viceversa.

A Brief Disagreement

Mentre il sole cala e lascia spazio alla notte, due giganteschi uomini primitivi discutono. Per la prima volta nella storia dell’uomo. A Brief Disagreement parte da questa premessa e la estende nel corso dei secoli. Una rappresentazione grafica del passatempo preferito della civiltà umana.