Lords of war - teaser trailer

Lords of War, il trailer: gli affari di famiglia non sono più quelli di una volta

Il trailer di Lords of War riporta Nicolas Cage nei panni di Yuri Orlov. Il figlio Anton, però, vuole fare un passo oltre il traffico d’armi.

Il primo teaser ufficiale di Lords of War, diffuso il 4 novembre da Vertical, rimette Nicolas Cage nei panni di Yuri Orlov, il trafficante di armi che nel 2005 trasformava la geopolitica in una questione di margini commerciali. Ad accompagnarlo c’è Brain Stew dei Green Day; a un certo punto Yuri vorrebbe almeno sapere perché qualcuno intenda ucciderlo. Dopo ventun anni, la domanda appare quasi ingenua, soprattutto da parte di un uomo che ha passato la vita a fornire agli altri le risposte balistiche.

Anton Orlov, interpretato da Bill Skarsgård, è il figlio di cui Yuri ignorava l’esistenza, e arriva con una concezione piuttosto energica dell’impresa familiare. Il film, scritto e diretto ancora da Andrew Niccol, uscirà negli Stati Uniti il 22 gennaio 2027. Il resto del cast comprende Laura Harrier, Sylvia Hoeks e Greg Tarzan Davis.

Il mercato delle armi ha già letto la sceneggiatura

Si potrebbe liquidare tutto come un’esagerazione hollywoodiana, se i numeri non insistessero nel guastare la festa. Secondo il SIPRI, nel 2024 le cento maggiori aziende produttrici di armamenti e fornitrici di servizi militari hanno registrato ricavi di settore per 679 miliardi di dollari, un record. E nel quinquennio 2021-2025 gli Stati Uniti hanno rappresentato il 42 per cento delle esportazioni mondiali di grandi sistemi d’arma; nello stesso periodo, le importazioni europee sono cresciute del 210 per cento rispetto ai cinque anni precedenti.

Nemmeno l’idea di affidare a privati pezzi della guerra è una fantasia futuristica. La Confederazione svizzera ricorda, nel quadro del Documento di Montreux, che le società militari e di sicurezza private operano già nei conflitti, anche con compiti che possono arrivare alla partecipazione diretta alle ostilità. Il diritto internazionale non scompare quando entra una fattura; a essere frammentari, osserva Berna, restano spesso i controlli e l’attribuzione delle responsabilità.

C’è poi Viktor Bout, uno dei trafficanti reali che hanno ispirato il personaggio composito di Orlov. Condannato negli Stati Uniti e scambiato nel 2022 con la cestista Brittney Griner, Bout è ricomparso sulle cronache nel 2024: secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, avrebbe cercato di mediare una vendita di armi agli Houthi yemeniti per dieci milioni di dollari.

Quando il figlio non vuole ereditare l’azienda

A prima vista, anche Lords of War sembra cedere a quella curiosa legge di successione hollywoodiana per cui nessun personaggio può dirsi davvero concluso finché non gli si scopre un figlio, lasciando che i conflitti generazionali facciano il lavoro della sceneggiatura.

Anton non contesta il mestiere del padre per ragioni morali, Niccol lo ha detto esplicitamente: non vuole ripararne gli errori, vuole superarli. E la produzione chiarisce in che modo: Yuri vendeva le armi, Anton intende vendere anche chi le impugna, mettendo insieme un esercito privato di mercenari da impiegare nei conflitti mediorientali legati agli Stati Uniti.

Il primo Lord of War raccontava un intermediario capace di attraversare frontiere, ideologie e guerre senza cambiare mestiere: da una parte chi ordinava, dall’altra chi sparava, in mezzo Yuri a far quadrare i conti. Nel sequel, il figlio sembra deciso a eliminare qualche passaggio: non più soltanto le armi, ma anche gli uomini che le impugnano. Più che una ribellione generazionale, un progetto di integrazione verticale.

Lords of war - teaser trailer