Poker Face: un film diretto da Russell Crowe alle prese con un gambling movie solo nell’incipit. Un mix di generi confuso e scontato.
Disponibile su Prime video solo dal 2 giugno 2025, Poker Face è un film del 2022 scritto, diretto e interpretato dall’attore Premio Oscar Russell Crowe, alla sua seconda prova registica dopo The Water Diviner (2014).
A otto anni di distanza dal suo esordio dietro la macchina da presa, Crowe dirige un gambling movie atipico, lontano da pellicole memorabili come La Stangata di George Roy Hill (1973) con Paul Newman e Robert Redford o Il Giocatore di John Dahl (1998) con Matt Damon ed Edward Norton.

Poker Face, la trama
Jake Foley (Russel Crowe), miliardario e giocatore d’azzardo, programma una partita a poker nella sua villa lussuosa e ipertecnologica di Miami. I giocatori sono dei vecchi amici d’infanzia ‒ Alex (Liam Hemsworth), Billy (Matt Noble), Sam (Daniel MacPherson), Paul (Steve Bassoni) e Drew (il rapper RZA) ‒ con il quale Jake sembra avere dei conti in sospeso. La posta in gioco è altissima, pari a 25 milioni di dollari.

La recensione
Dalle premesse eccellenti, Poker Face colpisce l’occhio dello spettatore per le splendide immagini delle scene iniziali, accompagnate da musiche scanzonate che richiamano la leggerezza della gioventù.
Attraverso l’uso di un lungo flashback, ambientato in esterno e in estate, Crowe presenta i protagonisti, ancora adolescenti, mentre raggiungono una splendida cascata, nuotano, giocano a carte e si scontrano con Victor (il fratello di Paul), un bullo e nemico di Jake.
Dopodiché, il leitmotiv muta di colpo. Una dissolvenza in nero catapulta lo spettatore nel presente e lo costringe a fissare il primissimo piano del protagonista dallo sguardo perso nel vuoto, alternato da brevissimi flashback poco chiari.
Lentamente, la macchina da presa si stacca dal primo piano di Jake per presentare l’ambiente: un museo. Jake passa davanti ad alcuni quadri poi, catturato da un Claude Monet (Rochers à Port-Goulphar, Belle-Île), si ferma. Il dipinto lo riporta alla sua giovinezza.
La musica che accompagna tutta la scena fino alla fine (fino alle immagini in cui una giovane studentessa di fotografia chiede a Jake il permesso di ritrarlo), dalle tonalità a intervalli dissonanti e accordi sospesi, genera piano piano un senso di tensione svelando il vero genere del film: non più un gambling movie ma un thriller psicologico a tinte drammatiche in cui il protagonista, gravemente malato, sembra volter giocare la sua ultima partita prima di andarsene.

La voce narrante del protagonista
Crowe utilizza la vooce fuori campo di Jake come espediente per presentare i personaggi, introdurre e concludere la narrazione riassumendo buona parte dell’intreccio. L’utilizzo del narratore gli permette di giungere nel cuore della vicenza, impedendo però allo spettatore di empatizzare con i personaggi, alcuni solo abbozzati, in particolare l’assistente di Jake e la moglie Nicole (Brooke Satchwell).
La sceneggiatura didascalica e superficiale penalizza un film dalle buone premesse. La trama viene sviluppata frettolosamente mescolando vari generi narrativi, generando confusione e terminando in modo banale e scontato.

Poker Face, il cast
Poker Face è incentrato soprattutto sulla figura di Russel Crowe che da solo è sufficiente a conferire un minimo di personalità a un film anonimo, con attori di contorno, la cui funzione diegetica risulta essere solo quella di fare luce al protagonista.
In conclusione
Un film incompleto e scontato. Immagini che puntano a raccontare senza riuscirci completamente. Poker face è solo un bluff!

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