The Nightmare Before Christmas, la recensione
The Nightmare Before Christmas è un film del 1993, nato da una poesia scritta da Tim Burton nel 1982 durante il suo periodo da animatore negli studi Disney.
Quando nel 1993 The Nightmare Before Christmas approda nelle sale, l’impressione da parte di tutti fu quella di assistere a qualcosa che il cinema d’animazione non aveva mai davvero osato mettere in scena: un musical gotico, cupo e allo stesso tempo fiabesco e simpatico, pieno di scheletri malinconici e creature bizzarre che cantano le proprie ossessioni. Un film che sembrava impossibile, nato dalla fantasia di Tim Burton e portato sul grande schermo dalla mano di Henry Selick. Un’opera che trascende la semplice categoria del film per ragazzi e si impone come racconto universale in grado di parlare a tutti, sospeso tra inquietudine e meraviglia tra sogno e realtà.
Le origini
La storia comincia nel lontano 1982, quando il giovane Tim Burton, ai tempi animatore alla Disney, scrive una breve poesia piena di atmosfere macabre che da sempre abitano i suoi pensieri. Al centro del racconto c’è già Jack Skellington, Il re delle Zucche di Halloween Town, un personaggio elegante e spettrale, stanco della ripetizione ciclica della sua festa. Per anni l’idea rimane sospesa, il progetto era troppo strano per gli standard Disney dell’epoca. Sarà solo nei primi anni ’90 che lo studio, intuendone l’enorme potenziale, deciderà di produrlo attraverso l’etichetta Touchstone.
Fotogramma per fotogramma
Il film è realizzato interamente in stop-motion, una tecnica estremamente laboriosa che richiede una modellazione minuziosa di pupazzi e scenografie seguita dallo scatto di migliaia di fotografie, ognuna leggermente diversa dalle precedente. Ogni secondo di film richiede 24 singoli scatti dei pupazzi. Così, anche con quattordici animatori al lavoro e fino a venti scene sviluppate contemporaneamente, la quantità di tempo reale che ciascuno poteva completare settimanalmente era minima, poco più di un quarto di minuto di girato a testa.
Il lavoro svolto è impressionante: i movimenti dei personaggi risultano fluidi, le ambientazioni sono costruite con ricchezza e precisione, e nulla è lasciato al caso. Jack e Sally dispongono di un’enorme quantità di maschere ed espressioni, create appositamente per modulare ogni sfumatura emotiva. L’estetica spigolosa e oscura della città di Halloween si pone in netto contrasto con l’atmosfera brillante e accogliente del regno natalizio, rendendo visivamente palpabile il divario fra i due mondi.
Un musical gotico
La colonna sonora è la vera spina dorsale del film. Danny Elfman non solo compone musiche indimenticabili, ma presta la voce cantata allo stesso Jack nella versione originale. I brani non si limitano ad accompagnare la narrazione ma la sostengono e la amplificano.
Al centro del racconto c’è la malinconia di Jack, un protagonista travolto da una vera e propria crisi esistenziale: ha tutto il successo possibile, una comunità che lo adora, eppure sente che manca qualcosa. Il Natale diventa per lui la proiezione di un desiderio di cambiamento, ma anche il simbolo di un’illusione. La sua è la storia di chi tenta di reinventarsi forzando la propria natura per tentare di evolvere, per poi comprendere che la felicità non nasce dall’imitazione, ma dall’accettazione di se stessi.
Sally, l’altra anima fragile del film, rappresenta la voce della saggezza, dolce e timida, capace di proteggere Jack da se stesso. La loro relazione, fatta di attese e sguardi più che di parole, da al film una dimensione romantica sottile e struggente.
La precisione
La precisione tecnica è uno degli aspetti più interessanti di tutto il film. E nonostante il budget relativamente basso (si aggirava intorno ai 18 milioni di dollari), The Nightmare Before Christmas è diventato un oggetto di culto. La pellicola è riuscita a influenzare generazioni di spettatori, e ha ridefinito l’estetica del gotico pop. Questo è il film che ha inaugurato un filone di animazione adulta che ancora oggi porta la sua impronta. Una storia che continua a parlare perché racconta qualcosa di universale: il desiderio di cambiamento e la difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo.
The Nightmare Before Christmas
A più di trent’anni dalla sua uscita, The Nightmare Before Christmas rimane un’opera irripetibile. Un racconto che sa essere poesia, musical, fiaba e fantasy insieme, senza assomigliare a nient’altro. Una celebrazione della fragilità umana, scolpita con una dedizione che oggi appare quasi sovrumana. Un film che continua ad incantare perché parla a chiunque abbia sognato di essere qualcosa di diverso, e abbia poi scoperto che la magia più autentica è restare fedeli a ciò che si è.