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Ryan Coogler dirige il reboot di X-Files, via libera da Hulu
Greenlight sul Reboot di X-Files: nell’era del complottismo disinvolto post-covid e del burnout da smart working, la verità è ancora là fuori.
Dopo nove stagioni andate in onda ininterrottamente dal 1993 al 2002, 2 film e un revival in due stagioni arrivato nel 2016, The X-Files, serie creata da Chris Carter che ha visto protagonisti gli agenti dell’FBI Fox Mulder e Dana Scully, interpretati da David Duchovny e Gillian Anderson, sta adesso per affrontare il suo primo reboot.
Forte del successo di Sinners, il gotico-sudista che ha fatto piazza pulita tra nomination agli Oscar, BAFTA vinti e incassi record, Ryan Coogler si è guadagnato il diritto di realizzare il suo progetto del cuore, trasformando quel che per anni è stato un avvistamento Ufo mal documentato in qualcosa di concreto: Hulu ha dato oggi il via libera ufficiale al reboot di The X-Files, affidando a Coogler la scrittura e la regia dell’episodio pilota.
La sinossi: “Due agenti dell’FBI altamente decorati ma profondamente diversi tra loro instaurano un legame improbabile quando vengono assegnati a una divisione da tempo chiusa, dedicata a casi che coinvolgono fenomeni inspiegabili”.
Oltre allo stesso Ryan Coogler, tra i produttori esecutivi figurano Sev Ohanian e Zinzi Coogler per Proximity insieme a Chris Carter, Simone Harris di Proximity sarà invece accreditata come co-produttrice esecutiva.
Danielle Deadwyler e l’ancora ignoto futuro di X-Files
Quando The X-Files debuttò nel 1993, il complotto era una cosa affascinante, esotica. Oggi tra audizioni governative sugli UFO, documenti declassificati e leader mondiali che twittano cose che nemmeno un villain di fine stagione, il cospirazionismo è diventato decisamente mainstream.
E quando il mondo reale inizia a sembrare scritto da sceneggiatori ubriachi, serve qualcuno capace di rimettere ordine nel caos ponendo le giuste domande: e se il vero orrore fossimo noi? Coogler è perfetto per questo approccio.
La prima certezza del progetto di reboot di X-Files è il casting di Danielle Deadwyler (Station Eleven, Till), che interpreterà una dei due agenti protagonisti. Il secondo volto è ancora ignoto, ma un dettaglio è già chiaro: pur trattandosi di individui caratterialmente molto diversi, la loro relazione non sarà costruita sullo scontro tra fede cieca e razionalismo assoluto, ma su tinte più sfumate.
Chris Carter 30 anni dopo: spirito critico nell’era della post-verità
L’idea di Coogler è quella di preservare l’impianto del Telefilm originale, intrecciando mitologia aliena, teorie del complotto e i classici “mostri della settimana” in un caleidoscopio di bizarrie soprannaturali. Gillian Anderson in una recente intervista, si è detta favorevole ad apparire nel Reboot raccontando la sua ultima telefonata con Coogler: “Se qualcuno deve farlo, credo che tu sia la persona perfetta e ti auguro buona fortuna, chiamami”.
A ricordarci però quanto il compito sia difficile è proprio Chris Carter: “The X-Files trattava una cospirazione centrale, ma ora il mondo è così pieno di cospirazioni che sarebbe uno show diverso”. Questa saturazione si auto-alimenta proprio tramite internet. Per questo, secondo Carter, il focus di X-Files dovrebbe cambiare: non più la ricerca di un segreto occulto, ma l’analisi di un mondo in cui esistono troppe verità concorrenti.
La vera sfida narrativa diventa quindi raccontare come la frammentazione della realtà e il bisogno umano di credere rendano sempre più difficile distinguere il vero dal falso. Come direbbe un tardivo Mulder: “Non importa se credi agli alieni. L’importante è sapere perché vuoi crederci”.


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