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Titanic, lo strano provino della mamma di Rose
A quasi 10 anni dall’uscita di Titanic, l’attrice che ha interpretato la madre di Rose, Frances Fisher ricorda lo strano provino sostenuto per la parte.
Dieci anni dopo è tempo di ricordi e bilanci: così Frances Fisher, tra le protagoniste di Titanic di James Cameron, torna con la mente a ciò che è successo prima che si unisse al cast del film.
L’attrice statunitense, che interpretà la parte dell’algida Ruth DeWitt Bukater, madre della protagonista Rose impersonata da Kate Winslet, ricorda ciò che successe al provino per la parte con il regista.
Frances Fisher racconta il provino sostenuto per Titanic
Durante il provino con il regista di Titanic, James Cameron, niente è andato secondo i piani: ed è proprio questo il punto. Fisher lo racconta con entusiasmo, spiegando come ha trasformato un semplice provino in una piccola performance improvvisata: “Il mio provino è una delle storie che preferisco raccontare, perché non era come se volessi ottenere il lavoro. In quel momento, ero quel personaggio, e stavo semplicemente mostrando a Jim come lo avrei interpretato”.
La scena si apre negli uffici del regista: un uomo in camicia da boscaiolo e jeans attraversa il corridoio e la invita a seguirlo. Lei, perplessa, chiede dove sia Cameron, senza rendersi conto di averlo davanti. Poco dopo arriva la svolta: “Ci siamo guardati, e lui mi fa: ‘Non devi fare nessuna delle scene che ti ho chiesto, concentriamoci solo sul finale del film'”.
Preparazione stravolta, atmosfera leggera, e una cinepresa Super 8 pronta a girare. Fisher entra nel gioco con naturalezza: “Lui tira fuori la sua Super 8. Sta girando con la Super 8 mentre io faccio piccoli pezzi di scena. Poi arriva la scena in cui dovrei essere sulla scialuppa e Kate è sul ponte, e io dico: ‘Sali sulla barca!’”.
A quel punto, il provino diventa quasi un laboratorio creativo. Nessuna rigidità, solo istinto e complicità: “Mi stavo divertendo così tanto a giocare con lui. Non sembrava nemmeno lavoro”. E poi la proposta che cambia tutto: “Probabilmente vorrai riprendermi dall’alto. Possiamo salire sul tavolo e io scendere sulla sedia, così potrai inquadrarmi dall’alto?“.
Risposta immediata di Cameron: “È un’ottima idea. Facciamolo”. E così, senza troppi formalismi, tutti sul tavolo della sala riunioni. Il regista, divertito, rilancia con una battuta: “Beh, se mi ammalo, saprai come girare la scena”.
Il resto è storia. Una scena girata al volo, un’intesa immediata e la sensazione di essere esattamente nel posto giusto: “Mi sentivo così connessa al personaggio e così felice di lavorare su un materiale valido. Dovevo solo entrare nel personaggio”.
Sulle riprese di Titanic
Quando ripensa alle riprese vere e proprie, torna alla celebre scena della scialuppa, vissuta con la stessa intensità: “Ero sulla scialuppa mentre veniva calata, implorando Rose di salire. L’abbiamo girata in tempo reale. Abbiamo fatto tantissime riprese e controcampi. L’abbiamo girata ancora e ancora. Le persone dovevano restare immerse in quell’acqua per ore, quindi non era gelida. Ma io non mi sono mai bagnata“.
