La più piccola, film di Hafsia Herzi in concorso per la Palma d’Oro, è stato vietato ai minori di 14 anni dal Dipartimento per le Attività Culturali.
La censura di La più piccola (La Petite Dernière), secondo la commissione, è giustificata dalla presenza di contenuti sessuali, turpiloquio e linguaggio d’odio, che potrebbe “influire negativamente sullo sviluppo emotivo dei minori di 14 anni”.
La reazione alla censura di La più piccola
La regista Hafsia Herzi ha contestato la decisione del Dipartimento, poiché “il film non contiene alcun riferimento sessuale esplicito ed è stato distribuito in tutto il mondo senza alcuna forma di censura”. Fandango, l’azienda incaricata della distribuzione del film in italiano, ha dichiarato che “il film affronta temi complessi e delicati attraverso uno sguardo sensibile, senza ricorrere a rappresentazioni esplicite, distinguendosi per la capacità di raccontare una storia intima e universale con misura e profondità”.
Dietro la censura, una questione sociale
La censura di La più piccola, secondo Fandango, è legata ai tabù sulla sessualità presenti in Italia, e – più in particolare – al recente dibattito sull’educazione sessuoaffettiva. Questa, secondo l’ONG Save the Children, è di fondamentale importanza per acquisire consapevolezza delle proprie emozioni, sviluppare intelligenza emotiva e favorire una buona relazione interpersonale. L’introduzione dell’educazione sessuoaffettiva nelle scuole, tuttavia, è oggi vista come un’iniziativa “di carattere ideologico”. Il Governo sostiene infatti che “la biologia, il funzionamento del corpo umano e le informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili sono già presenti nei programmi”.
Di cosa parla La più piccola?
La più piccola, opera tratta dall’omonimo romanzo autobiografico di Fatima Daas (nel film interpretata da Nadia Melliti), narra le vicende di una famiglia algerina immigrata in Francia. Fatima, la figlia più piccola, si presenta da subito come una musulmana fortemente devota, ma al tempo stesso omosessuale. La trama si dispiega intrecciando l’amore per Allah a quello per le donne, incrociando la percezione del peccato con pratiche rituali musulmane, restituendo un universo interiore doloroso. In questo dolore Fatima va cercando, passo dopo passo, la sua pace.
La più piccola, l’accoglienza da parte della critica
La più piccola è stato acclamato come “un piccolo gioiello, un film raro e prezioso capace di parlare di temi difficili con una leggerezza che non è superficialità, ma grazia”. Il film, presentato al 78° Festival di Cannes, ha vinto la Queer Palm, il Prix d’interprétation féminine e il Premio César per la migliore promessa femminile. Considerata “un’opera di grande valore artistico, riconosciuta a livello internazionale e accolta positivamente dalla critica e dal pubblico in numerosi Paesi”, approderà nelle sale italiane il 23 aprile.