Sally Field al suo esordio in The Flying Nun

Sally Field: “Jack Nicholson mi salvò la carriera”

Sally Field racconta il periodo più difficile della sua carriera e il supporto decisivo di Jack Nicholson dopo il successo di The Flying Nun.

Per anni, l’attrice statunitense Sally Field ha parlato senza filtri del rapporto complicato con The Flying Nun, la serie che la trasformò in un volto popolarissimo della televisione americana tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta. Quello che per molti attori sarebbe stato un trampolino di lancio, per lei si trasformò invece in una vera e propria gabbia.

Conclusa l’esperienza nello show della ABC, l’attrice si scontrò con i pregiudizi dell’industria cinematografica: nessuno sembrava disposto a considerarla per ruoli diversi da quelli leggeri e televisivi che l’avevano resa famosa. “Non riuscivo nemmeno a entrare in una stanza per fare un provino. Non riuscivo a essere inserita nelle liste. Pensavano di sapere già che tipo di attrice fossi. “No, grazie. Non vogliamo quel genere di cose”.

Invece di arrendersi, Sally Field decise di ripartire da sé stessa, comprese che l’unico modo per ribaltare quell’immagine era crescere artisticamente e dimostrare di valere molto più delle etichette che Hollywood le aveva cucito addosso. “Dovevo dire a me stessa che, se non ero dove volevo essere, allora dovevo migliorare”.

Sally Field sull’incontro con Jack Nicholson

Fu così che iniziò a frequentare l’Actors Studio, la prestigiosa scuola fondata da Lee Strasberg che ha formato alcune delle più grandi stelle del cinema americano. Proprio lì incontrò Jack Nicholson, che già allora era considerato uno dei talenti più promettenti della sua generazione.

Field trascorse anni a studiare e perfezionarsi, convinta che il duro lavoro prima o poi avrebbe dato i suoi frutti. E alla fine accadde davvero.

Nicholson, colpito dalla sua determinazione e dai progressi fatti come interprete, decise di sostenerla personalmente. L’attore parlò infatti di lei al regista Bob Rafelson e alla direttrice del casting Dianne Crittenden, definendola “un talento ancora da scoprire”.

Quella segnalazione si rivelò decisiva. Sally Field ottenne infatti un incontro per Il gigante della strada (Stay Hungry), film del 1976 interpretato anche da Jeff Bridges e da Arnold Schwarzenegger agli inizi della carriera.

“Quindi, in un certo senso strano, la mia teoria era giusta. Ho lavorato così a lungo all’Actors Studio, ed è stato così difficile, che Jack se n’era accorto e la voce si è sparsa”.

Per l’attrice quel film rappresentò il punto di svolta tanto atteso. Da quel momento Hollywood iniziò finalmente a guardarla con occhi diversi, aprendole la strada verso pellicole diventate poi iconiche come Norma Rae, Il bandito e la “Madama” e, molti anni dopo, Mrs Doubtfire.