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28 years later 3: si farà?

L’universo post-apocalittico di 28 Giorni Dopo non ha ancora finito di diffondere il virus della rabbia. Dopo mesi di dubbi sul futuro della nuova trilogia, Danny Boyle torna a parlare del terzo capitolo di 28 Years Later e lascia intendere che il progetto è più vivo che mai.

In una recente intervista, il regista britannico ha dichiarato di sperare di girare 28 Years Later 3 il prossimo anno, confermando che l’obiettivo resta quello di chiudere la trilogia ideata insieme allo sceneggiatore Alex Garland. Una notizia che farà tirare un sospiro di sollievo ai fan della saga, soprattutto dopo le incertezze legate al finanziamento del progetto.

Una trilogia pensata fin dall’inizio

Quando Sony annunciò 28 Years Later, il progetto venne subito immaginato come una trilogia. Boyle e Garland, già creatori del rivoluzionario 28 Giorni Dopo del 2002, avevano pensato a un ritorno ambizioso, un’espansione narrativa del mondo infetto, ambientata quasi tre decenni dopo il collasso della civiltà.  Il primo film, uscito nel 2025, ha segnato il ritorno di Boyle alla regia della saga, mentre il secondo capitolo, 28 Years Later: The Bone Temple, è stato affidato a Nia DaCosta. I due film sono stati girati consecutivamente, ma il terzo non ha seguito immediatamente lo stesso percorso produttivo.  Secondo Boyle, il piano originale era partire prima con le riprese del capitolo conclusivo, ma alcuni ostacoli logistici e produttivi hanno rallentato la tabella di marcia. Il regista, però, sembra ancora determinato a chiudere il cerchio.

Il ritorno di Cillian Murphy?

Uno degli elementi che alimentano l’hype attorno al terzo film è il possibile ritorno di Cillian Murphy nel ruolo di Jim, protagonista del film originale. Già da tempo Boyle aveva lasciato intendere che Murphy avrebbe avuto un ruolo centrale nell’arco narrativo della nuova trilogia, e diverse fonti riportano che il suo coinvolgimento sarebbe fondamentale anche per consolidare il progetto produttivamente. La presenza dell’attore premio Oscar potrebbe rappresentare non solo un ponte emotivo con il film del 2002, ma anche il tassello definitivo per dare alla trilogia una conclusione davvero circolare.

La vera sfida: chiudere bene una saga cult

La questione, però, non è soltanto se il film si farà, ma come verrà conclusa una delle saghe horror più influenti degli ultimi vent’anni.28 Giorni Dopo non fu semplicemente un film di zombie: ridefinì il genere, trasformando gli infetti in creature profondamente politiche. Con 28 Years Later, Boyle e Garland hanno cercato di usare ancora una volta l’orrore per parlare del presente, intrecciando isolamento, trauma collettivo e crisi identitaria britannica.  Per questo il terzo capitolo potrebbe diventare molto più di una conclusione narrativa: il test definitivo per capire se la saga saprà davvero reinventarsi ancora una volta, oppure se resterà prigioniera del peso del proprio mito.

Per ora non c’è ancora una data ufficiale d’inizio produzione, ma le parole di Boyle sembrano indicare una direzione precisa: il contagio non è ancora finito.