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John Waters: l’IA può aiutare la scienza, non la creatività
John Waters prende posizione sull’intelligenza artificiale: utile per la ricerca medica e la lotta al cancro, ma inadatta alla scrittura creativa e artistica.
Mentre il dibattito sull’intelligenza artificiale continua a dividere l’industria dell’intrattenimento, il regista e scrittore John Waters ha espresso una posizione netta sul ruolo che questa tecnologia dovrebbe avere nella società e nel mondo artistico.
Secondo il celebre autore statunitense, l’AI potrebbe rappresentare uno strumento prezioso in ambiti come la medicina e la ricerca scientifica, contribuendo allo sviluppo di cure per malattie gravi. Diversa, invece, la sua opinione riguardo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi creativi, in particolare nella scrittura.
In vista della preparazione dei testi introduttivi per il festival punk Mosswood Meltdown, in programma a Oakland dal 17 al 19 luglio, John Waters ha chiarito di non avere alcun interesse a servirsi di software generativi per la stesura dei propri contenuti. Dopo aver letto un testo prodotto da un sistema di AI che imitava il suo stile, il regista lo ha giudicato poco convincente e paragonabile a una bozza acerba e priva della qualità necessaria.
Hollywood e l’utilizzo dell’AI
Waters ha inoltre raccontato di aver inizialmente immaginato che questa tecnologia potesse trovare applicazioni interessanti nell’industria pornografica. Tuttavia, dopo aver osservato alcuni risultati, ha cambiato idea, ritenendo che le immagini generate artificialmente risultino eccessivamente perfette e facilmente riconoscibili.
Le dichiarazioni arrivano in un momento in cui l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a Hollywood continua a suscitare discussioni tra professionisti del settore, sindacati e istituzioni. Negli Stati Uniti il tema è entrato anche nel dibattito politico, con nuove proposte normative volte a regolamentare lo sviluppo dei modelli di AI, tutelare i diritti di proprietà intellettuale e favorire l’innovazione tecnologica.
Tra le misure recentemente adottate figura un quadro volontario di supervisione che prevede la possibilità per il governo di esaminare i nuovi modelli di intelligenza artificiale per un periodo limitato prima della loro distribuzione pubblica.
