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David Chase senza filtri su Hollywood, Trump e cinema
Il celebre autore David Chase ha condiviso riflessioni senza filtri sullo stato di Hollywood, sulla politica statunitense e sui suoi attuali progetti creativi.
Il noto showrunner ha attirato una folla immensa alla 60ª edizione del Festival di Karlovy Vary, la maggiore manifestazione cinematografica della Repubblica Ceca nonché la più prestigiosa dell’Europa centrale e orientale.
Il declino creativo di Hollywood e la nascita de I Soprano
Il vincitore di sette premi Emmy è salito sul palco del KVIFF Industry Days per l’incontro principale “The Sopranos and Beyond: David Chase on Storytelling, Television, Film, and the Future of Creative Risk”, coordinato da Zac Ntim di Deadline Hollywood.
Il giorno precedente, l’autore aveva già incontrato la stampa per svelare cosa cambierebbe oggi della sua storica serie e per presentare la nuova miniserie HBO Project: MKUltra, un progetto basato sul saggio di John Lisle Project Mind Control: Sidney Gottlieb, the CIA and the Tragedy of MKULTRA.
La celebre serie, incentrata sulle vicende del boss mafioso del New Jersey Tony Soprano e sul suo complesso tentativo di bilanciare la gestione degli affari criminali con i problemi della propria famiglia tradizionale attraverso l’aiuto di una psicoanalista, ha segnato la storia della televisione.
Proprio partendo da questo presupposto, alla domanda se la fascinazione collettiva per gli antieroi, spianata da figure iconiche come Tony Soprano, avesse desensibilizzato l’elettorato influenzando lo scenario politico americano fino alle vittorie presidenziali di Donald Trump, David Chase ha risposto apertamente: “Beh, adesso abbiamo un capo di Stato condannato per un reato grave. Tuttavia, non credo che l’obiettivo de I Soprano fosse quello di far passare il messaggio che la corruzione sia una cosa bella o accettabile. Il punto non era affatto quello, quindi non trovo un nesso diretto”.
Analizzando la situazione attuale dell’industria cinematografica, il cineasta ha citato Christopher McQuarrie, celebre sceneggiatore de I soliti sospetti (1995): “Ha abbandonato Hollywood affermando che l’intero sistema è guidato unicamente da due fattori: avidità e paura, e ha perfettamente ragione. Per qualche motivo stiamo tornando proprio a questo scenario, che d’altronde è lo stato naturale delle cose”. Ha poi aggiunto con ironia: “Non ho mai compreso fino in fondo il business del cinema. Mi risulta che i margini di profitto si attestino intorno al 6 per cento. Perché mai si dovrebbe voler restare in un settore simile, soprattutto con il costante timore di rimetterci del denaro? Non sarebbe più conveniente vendere scarpe da corsa?”.
Censura, retroscena e le nuove sfide creative di David Chase
Rievocando i suoi esordi nella televisione commerciale americana, David Chase ha spiegato: “Il loro core business era la vendita degli spazi pubblicitari, di conseguenza le serie televisive passavano in secondo piano rispetto agli spot. Lì dentro tutto era regolato in modo rigidissimo; sembrava quasi di lavorare per il politburo”. Interpellato sull’ossessione delle emittenti per la pubblicità, ha scatenato l’ilarità del pubblico dicendo: “Il compito di quelle persone era vendere prodotti: fiocchi d’avena, assorbenti e automobili”. A chi oggi teme limitazioni alla propria libertà creativa da parte di network o piattaforme di streaming, ha consigliato: “L’unica cosa da fare è andare dritti per la propria strada, ignorando le loro imposizioni”.
L’autore ha poi ricordato quando propose l’idea de I Soprano allo storico capo della CBS Leslie Moonves, il quale sollevò diverse obiezioni sul personaggio di Tony. Moonves gli domandò se fosse davvero convinto dell’idea di inserire il Prozac nella sceneggiatura e se fosse proprio necessario mandare il protagonista da un terapeuta. Di fronte alla risposta affermativa del creatore della serie, l’incontro si concluse bruscamente con l’abbandono della stanza da parte degli autori. Il motivo di tale ostilità risiedeva nel fatto che quegli elementi rischiavano di far apparire il protagonista debole, malato e privo di una reale statura eroica, rendendolo in poche parole un personaggio troppo complicato per i canoni dell’epoca. Secondo il regista, l’ambiguità psicologica rappresentava in assoluto l’ostacolo peggiore da presentare durante la proposta di un progetto.
Persino un nome altisonante come il suo sperimenta continui rifiuti: un progetto che desiderava realizzare per la HBO è naufragato per ragioni economiche, spingendolo invece a girare I molti santi del New Jersey (2021). Quest’ultimo è stato promosso dall’emittente come un prequel della serie madre, sebbene l’autore non lo considerasse tale, poiché il suo intento iniziale era semplicemente fare un film poliziesco di serie B. Spiegando infine il motivo del suo profondo interesse verso i controversi esperimenti della CIA sull’LSD, al centro di Project: MKUltra, ha ammesso tra le risate della platea: “Molto probabilmente dipende dal fatto che ho assunto LSD in gioventù. Non sono mai stato un tossicodipendente, ma l’ho provato circa otto, nove o dieci volte, e sono convinto che mi abbia cambiato la vita”. Ha poi descritto la sostanza come “un’esperienza spirituale, ma anche un divertimento”.
Oltre alla miniserie, Chase sta sviluppando una pellicola cinematografica correlata, definita come una storia familiare: “Possono coesistere due narrazioni differenti, poiché l’opera non si concentra tanto sull’LSD, quanto sul concetto stesso di coscienza”. Per il film non è ancora stato trovato un distributore, e l’autore prevede di completare la produzione prima di cercarne uno.
