E’ appena uscito La Casa – Il rogo del male, il nuovo film del franchise inaugurato nel 1981 da Sam Raimi. Si tratta del secondo capitolo della saga reboot.
La Casa – Il rogo del male è un film horror soprannaturale diretto da Sébastien Vanichek, facente parte della saga reboot prodotta da Rob Tapert. Il film, distribuito dalla Warner Bros. Pictures, vede la partecipazione di Souheila Yacoub, Tandi Wright, Hunter Doohan e Luciane Buchanan. L’uscita del terzo capitolo, Evil Dead Wrath, è prevista per aprile 2028.
La trama
Gli eventi prendono il via dal lago dove, in La Casa – Il risveglio del male, Jessica (Anna-Maree Thomas) ha eliminato Caleb (Richard Crouchley) e Teresa (Mirabai Pease). Jessica, nella notte, provoca un incidente stradale, uccidendo Will (George Pullar). I demoni che avevano posseduto la ragazza, quindi, prendono possesso del cadavere. Dopo il funerale di Will, i demoni trasformano suo padre Edgar (Erroll Shand) in un deadite, e attraverso lui si infiltrano nella famiglia. Joseph (Hunter Doohan), fratello di Will, conosce l’entità demoniaca contro cui la sua casa si trova a combattere, e possiede l’unica arma in grado di fermarla.
Le cime tempestose de La Casa
Il film di Sébastien Vanichek si distingue dal precedente capitolo, girato da Lee Cronin, per uno stile orientato più al gotico che al gore. La tensione non è data tanto dalla presenza onnipresente e inevitabile del male, quanto dalle perverse dinamiche familiari che vengono portate alla luce dalla serie di morti. Vettore di tutto è Susan (Tandi Wright), la madre del defunto Will, la quale sente di non essere nulla senza la sua famiglia. I demoni la manipolano in modo profondo, facendole credere di poter riunire per sempre i suoi cari. Susan sprofonda così nella pazzia; emblematica la scena in cui, su invito di sua madre Polly (Maude Davey), fa entrare il demone dalla finestra.
Un male quotidiano
Centrale anche il tema della violenza domestica. La protagonista del film, Alice (Souheila Yacoub), è sposata con Will, ma è evidente sin dalla prima scena in cui compaiono assieme che la loro è una relazione tossica. Alice, oltre ad affrontare fisicamente i demoni risvegliati dal Necronomicon Ex-Mortis, si trova quindi a dover fare i conti con i fantasmi della sua passata relazione. Attraverso lei il film riflette sui casi di violenza domestica, e la sua parabola viene offerta come esempio borderline di emancipazione da un uomo abusante. Significativa una delle scene finali: quando i soccorritori le chiedono chi l’abbia conciata ‘così’ (ustionata e grondante di sangue), Alice risponde “il mio ex-marito”.
Un’interpretazione poetica de La Casa
Gli orrori de La Casa – Il rogo del male sono di natura innanzitutto psicologica. Questo capitolo abbandona gli elementi trash della saga, in favore di una visione profondamente poetica dell’incubo, che intende manifestamente far fare un salto di qualità al franchise. Tra brani chanson, amplessi macabri e battered woman, l’opera di Sébastien Vanichek sembra chiedere allo spettatore: “saresti in grado di ribellarti a chi ami, se fosse necessario per la tua sopravvivenza?”.