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Marilyn Monroe

Flesh Impact: una nuova Marilyn

A pochi mesi dal centenario della nascita di Marilyn Monroe, la leggendaria icona di Hollywood torna al centro del racconto cinematografico con Flesh Impact, il nuovo cortometraggio scritto e diretto da Maggie Gyllenhaal.

L’opera, della durata di 17 minuti, sarà presentata in anteprima mondiale alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove promette di offrire uno sguardo inedito sulla figura della diva americana. 

Chi sarà Marilyn?

A interpretare Marilyn Monroe sono due attrici d’eccezione. Dakota Johnson veste i panni della star all’apice della sua carriera, proprio all’età di 36 anni, la stessa che aveva Monroe quando morì nel 1962. Al suo fianco c’è Ellen Burstyn, che interpreta invece una versione immaginaria dell’attrice ormai anziana: la donna che Marilyn avrebbe potuto diventare se il suo destino non fosse stato tragicamente interrotto.Più che un classico biopic, Flesh Impact si presenta come un esercizio di immaginazione e riflessione.

E se Marilyn Monroe fosse sopravvissuta? Attraverso questo espediente narrativo, Maggie Gyllenhaal costruisce una storia che intreccia realtà e finzione, affrontando temi come il peso della celebrità, l’identità femminile, l’invecchiamento e il rapporto tra il mito pubblico e la persona privata. Forse assisteremo veramente a un nuovo sguardo sulla diva indiscussa di Hollywood.

La regista negli anni ha dimostrato di saper posare lo sguardo su argomenti femminili in maniera toccante e sopratutto profonda. Scegliere di non raccontare solo il mito e la caduta, ma anche quello che sarebbe potuto essere è saper usare al massimo le capacità del mezzo cinematografico.

Uno sguardo femminile

La regista, reduce dal successo di The Lost Daughter e dal recente The Bride!, ha spiegato di aver inizialmente esitato ad affrontare un personaggio così iconico. Nel corso della lavorazione, però, ha deciso di allontanarsi dall’idea della semplice imitazione fisica per concentrarsi sul significato culturale di Marilyn Monroe, diventata nel tempo un simbolo che va ben oltre la sua immagine. L’obiettivo è quello di restituire complessità a una figura spesso ridotta a un’icona pop, raccontandone le contraddizioni e l’eredità artistica. 

Accanto a Johnson e Burstyn compaiono anche Peter Sarsgaard e Sepideh Moafi. Il progetto nasce anche come omaggio per il centenario della nascita dell’attrice e ha ricevuto il sostegno dell’eredità ufficiale di Marilyn Monroe, elemento che sottolinea la volontà di proporre una rilettura rispettosa ma originale della sua figura. 

La presentazione a Venezia assume un valore ancora più simbolico considerando che Ellen Burstyn riceverà durante il festival il Leone d’Oro alla carriera, mentre Maggie Gyllenhaal ricoprirà il ruolo di presidente della giuria internazionale. La presenza di Flesh Impact arricchisce così un’edizione della Mostra che punta con decisione sul cinema d’autore e sulle opere capaci di rileggere grandi figure della cultura contemporanea attraverso prospettive nuove e personali. 

Con Flesh Impact, Maggie Gyllenhaal sembra voler realizzare non soltanto un tributo a Marilyn Monroe, ma una riflessione sul modo in cui Hollywood costruisce, consuma e tramanda i propri miti.