Immaculate, horror e religione tra alti e bassi

Immaculate, horror e religione tra alti e bassi

Con Immaculate, la star del momento Sydney Sweeney torna a far parlare di sé con un horror ambizioso, ma poco efficace. Il film è al cinema dall’11 luglio 2024.

Immaculate è l’ennesima opera con protagonista Sydney Sweeney. L’attrice questa volta è stata diretta dal regista Michael Mohan, con cui aveva già realizzato The Voyeurs. In questo horror dagli elementi religiosi, la brava interprete esplora l’oscurità e il male, attraverso una performance innovativa. Nonostante le buone premesse, il film sembra un prodotto temerario che però non riesce a lasciare il segno.

La trama è molto semplice e tratta il trasferimento di una suora americana in un convento italiano. Qui, la devota Cecile si ritroverà in un incubo senza fine, derivante da oscuri e misteriosi segreti legati alla struttura. Le mura del convento infatti, nascondono presenze maligne e orribili sorprese.

Immaculate, horror e religione tra alti e bassi

Tanto lavoro e pochi risultati per Immaculate

Questo nuovo volto della paura riesce ad attrarre, ma non a conquistare. In molte pellicole a volte, il finale può cambiare di molto la valutazione del prodotto. In una storia che sembra avere buone idee, questo purtroppo non accade. Infatti, anche il terzo atto fallisce e non riesce a salvare il lungometraggio. 

Immaculate ha un finale di grande impatto apparentemente, ma che rimane sulla stessa linea di tutto il resto del film. Nonostante alcuni guizzi interessanti, la narrazione rimane troppo statica e banale, con soluzioni ripetitive e troppo utilizzate. C’è un tocco di innovazione nell’interpretazione di Sydney Sweeney, ma il resto degli ingredienti non sazia mai la fame di novità. Un vero peccato.

Immaculate, horror e religione tra alti e bassi

Immaculate omaggia i classici horror, ma con poca personalità

Questo film prova a rendere omaggio ai classici del cinema horror, ma senza carattere. Ci sono momenti in cui le scene sembrano rifarsi al fascinoso orrore italiano. Ci sono piccoli riferimenti alle grandi opere di Mario Bava, Lucio Fulci e Dario Argento. Non a caso, il cast è formato in parte da attori italiani come Benedetta Porcaroli, Giorgio Colangeli e Simona Tabasco.

Inoltre, in determinate sequenze si può assaporare anche qualche elemento ispirato al film straniero Rosemary’s Baby. Nonostante questi omaggi, il film non rischia e evita prepotentemente qualsiasi personalizzazione. Questo fa cadere la pellicola in cliché e espedienti troppo scontati. Fortunatamente però, le atmosfere cupe e le ambientazioni regalano alti momenti di tensione e inquietudine. Se ci fosse stato più equilibrio tra le varie idee, probabilmente il film avrebbe raggiunto un risultato diverso.

Immaculate, horror e religione tra alti e bassi

Un’estetica visiva equilibrata e interessante

La fotografia e l’estetica visiva sono curate e mai esagerate. Probabilmente, la buona costruzione di questi reparti nasconde parecchio i difetti della pellicola, ma si sorride comunque davanti ad ogni frame. Le scene, in parte girate a Roma, provano ad impressionare e in alcuni punti ci riescono anche. Quello che manca è forse una omogeneità e un filo conduttore preciso tra le scene.

Come detto in precedenza, le atmosfere funzionano, ma sembrano pezzi diversi in un puzzle che dovrebbe avere un solo stile, una sola immagine. Cecile, è la protagonista assoluta di questa pellicola e Sydney Sweeney la rende bella, spaventata e forte allo stesso tempo.  Forse una profondità maggiore del personaggio, avrebbe arricchito la pellicola e migliorato la storia, ma la strada scelta è purtroppo sempliciotta.

Immaculate, horror e religione tra alti e bassi

Sydney Sweeney stupisce anche su una sceneggiatura traballante 

In ogni progetto, il talento unico di Sydney Sweeney è sempre al centro di tutto. L’attrice della serie Euphoria con Zendaya e del film Anything Buy You con Glenn Powell, è riuscita nuovamente a recitare in maniera pulita e magistrale. Sicuramente, questa ragazza è destinata a diventare una vera diva di Hollywood e a crescere sempre di più nell’industria cinematografica. 

Proprio per questo motivo, certe volte si ha la sensazione di vedere il suo talento sfruttato male da alcuni registi o sceneggiatori. Infatti, la storia di questo horror è piena di tematiche disconnesse, dove non trova abbastanza spazio la complessità del personaggio di Cecile. C’è difficoltà a mostrare brillantezza all’interno di una buona idea poco sfruttata.

Gli horror continuano a vivere un periodo produttivo, ma con numerosi difetti. Immaculate sfrutta poco l’originalità e si accontenta di un coinvolgimento standard. Il film si pone pochi obiettivi e rimane attaccato alla sicurezza della linearità. Sydney Sweeney è comunque sorprendente e non passa inosservata all’interno della pellicola. Per dare lo stesso una chance al film, non vi resta che correre al cinema!

Recensione a tre stelle su Almanacco Cinema