Sotto le nuvole: Napoli sospesa tra storia e presente
Sotto le nuvole racconta un paesaggio di memorie e attesa, tra Vesuvio, archeologia e voci quotidiane intrecciate in bianco e nero.
Dall’orizzonte del Golfo di Napoli, tra rovine antiche e vita contemporanea, Sotto le nuvole si legge come un atto di osservazione e fiducia scenica firmato da Gianfranco Rosi
Già Leone d’Oro a Venezia e Orso d’Oro a Berlino, il regista è sempre alla ricerca di umanità marginali e territori sospesi.
La trama di Sotto le nuvole
Il regista osserva vite sospese “sotto le nuvole”: comunità diverse, in luoghi apparentemente lontani, unite da un senso di attesa e da un cielo comune.
Rosi intreccia frammenti di esistenze marginali, viaggiando tra piccoli paesi, periferie urbane e confini geografici.
Tutto per esplorare come le persone, pur divise da guerre, migrazioni o isolamento, trovino ancora la forza di tessere legami invisibili, come nuvole che si incontrano e si sciolgono.
Fondamentalmente è un film che parla di appartenenza, spaesamento e speranza, raccontati con lo sguardo poetico, silenzioso e politico che da sempre contraddistingue il regista.

L’approdo a Venezia di Sotto le nuvole
Nel suo nuovo documentario, Rosi indaga quel confine tra storia e vita quotidiana che definisce l’anima di una terra. Passando tra archeologi, devoti, bambini, cavalli e navi, Sotto le nuvole diventa un archivio visivo dove ogni gesto, silenzioso e potente, è materia di racconto.
Anche quest’opera del maestro del documentario poetico e politico rientra tra i titoli più attesi della prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Dopo il Leone d’Oro vinto nel 2013 con Sacro GRA e l’Orso d’Oro di Berlino con Fuocoammare, Rosi torna a Venezia con un’opera che promette di fondere ancora una volta lo sguardo d’autore con un tema universale: il confine tra realtà condivisa e racconto intimo.
Il cast
Essendo un documentario corale, non esiste un cast tradizionale.
Il film segue volti autentici della vita napoletana: archeologi, devoti, insegnanti di strada, vigili del fuoco, lavoratori portuali, cavalli da trotto, turisti e tombaroli.
Tutte figure catturate dalla macchina da presa di Rosi in una Napoli che parla da sé.

L’essenza di Sotto le nuvole è l’attesa
L’approccio di Rosi è un pensiero visivo più che una narrazione tradizionale.
Il bianco e nero non è effetto estetico ma filtro di presenza, capace di isolare l’essenza del vissuto. Nessuna violenza epica o contrasti drammatici: la sua cinepresa attende l’evento, non lo genera.
“Il tempo del film è la fiducia di quell’incontro”, spiega Rosi, sintetizzando in una frase il suo metodo: tre anni di riprese in attesa di immagini che rivelano la storia profonda di un luogo e delle sue persone.
Il paesaggio, tra Vesuvio, mare, treni e fumarole, diventa un archivio vivente in cui passato e presente si stratificano. Scavatori, statue, vapori sotterranei, mercati, doposcuola all’aperto: ogni elemento è frammento di un’identità collettiva in equilibrio tra memoria e resilienza.
Lettura lenta
Sotto le nuvole è un invito ad accogliere la sorpresa di un incontro, a restituire dignità al quotidiano.
Gianfranco Rosi continua a costruire un cinema dell’attenzione, capace di dare voce a ciò che il rumore della storia tende a cancellare.
Il documentario è un pensiero visivo che incoraggia a leggere un territorio nel silenzio delle sue inquadrature lente, nel ritmo lento del tempo terreno e del tempo umano.
Sotto le nuvole nei cinema
La data di uscita nei cinema italiani è fissata al 18 settembre 2025 distribuito da 01 Distribution.
Il film è una coproduzione 21Uno Film, Stemal Entertainment, Rai Cinema, Les Films d’Ici, Arte France Cinéma e Mic Dg Cinema.
