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AI, il regista Yeon Sang-ho parla del suo impatto
AI: il regista coreano in una recente intervista ha deciso di dire la sua sull’impatto che ha e avrà l’intelligenza artificiale, nel presente e nel futuro.
Yeon Sang-ho, noto regista di origine coreana, ha espresso il suo parere in una recente intervista riguardo il ruolo dell‘IA, nel momento presente e in quello che verrà.
AI, il pensiero del regista
Parla dell’IA esprimendo il suo parere senza girarci troppo intorno.
Parla inoltre della rinascita del cinema coreano e della collaborazione con il Giappone.
Le sue parole
Il regista è stato molto impegnato, tra la direzione del thriller sugli zombie Colony (presentato in anteprima alla sezione Midnight Screenings di Cannes), e altri due film diretti lo scorso anno, The Ugly e Revelations, oltre ad essere stato anche showrunner di una serie giapponese presto disponibile sulla piattaforma Netflix.
Colony ha già visto la vendita in ben 124 territori grazie allo studio coreano Showbox.
Il film si incentra sulla protagonista Gianna Jun (Kingdom: Ashin Of the North) nei panni di una professoressa che partecipa a una conferenza di biotecnologie, ove un’epidemia virale trasforma gli abitanti in dei veri e propri zombi veloci, presenti nei film di Yeon.
Qui però gli zombi sono anche in grado di condividere informazioni, come una sorta di mente collettiva che gli consente di rintracciare ogni volta nuove vittime, piuttosto che vagare senza obiettivi.
Il cast è completato da Go Soo (The Fortress), Ji Chang-wook (Revolver), Kim Shin-rock (Hellbound) e Koo Kyo-hwan (Parasyte: The Grey).
Ha iniziato con l’animazione, poi ha optato per gli zombi sopra descritti.
“Non ho nulla contro la CGI e l’ho usata ampiamente in Hellbound e Parasyte: The Grey, ma per questo film volevo usarla solo alla fine per creare il maggior numero possibile di zombi”; ha dichiarato a Deadline a Cannes.
“Per la maggior parte del film, ci siamo affidati a coreografi, ballerini, una squadra di stuntman e ovviamente anche agli attori. Abbiamo avuto alcuni dei migliori ballerini di danza contemporanea della Corea che hanno lavorato al film.”
Afferma di non aver fatto ricorso a nessun altra tecnologia al di fuori dell’intelligenza artificiale nel corso della realizzazione del suo film, pur ammettendo però di essere aperto ad esplorare le sue potenzialità future.
“Mi chiedevo quale fosse la più grande paura del nostro tempo, e credo sia l’estrema velocità dello scambio comunicativo, perchè la tecnologia sta ormai connettendo tutti i nostri pensieri e l’intelligenza artificiale non farà altro che accelerare questo processo.
Se provassimo a definire l’IA, potremmo dire che è una sorta di somma o universalità del pensiero, e si sta sviluppando molto rapidamente, ma a scapito dell’originalità o dell’individualità delle persone.”
Per lui l’IA è la domanda su cosa rappresenti l’arte.
“Il mondo del cinema ora è molto interessato a questa questione. L’intelligenza artificiale sta generando nuove immagini, ma la somma di queste immagini è universale, e ciò che definisce l’arte è l’originalità, qualcosa di personale per l’artista o l’individuo, non l’universalità.
Ma allo stesso tempo, il grande dibattito nel mondo delle belle arti su The Fountain ha finito per arricchire l’industria dell’arte, quindi penso che ci troviamo a un bivio simile.”
Il regista oltre ad aver lavorato nel cinema è noto anche per aver lavorato nel campo dello steaming.
Afferma che quest’ultimo sia cresciuto molto rapidamente, soprattutto durante il Covid. Ora si è però tornati a frequentare di più, quasi come un tempo, le sale cinematografiche (soprattutto i giovani).
Colony è prodotto da Wow Point, Smilegate, Midnight Studio e Showbox. Il film sarà proiettato al NYAFF insieme ad una versione restaurata in 4k di Train to Busan.
Proprio Train to Busan uscirà nelle sale il prossimo 14 agosto, seguito da Colony, il 28 agosto.

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