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Alfonso Cuarón

Alfonso Cuarón rivela un “no” del suo passato

Il regista messicano Alfonso Cuarón, intervistato al Marrakech Film Festival, ha rivelato di aver rinunciato a un film dopo una cena con un noto collega.

Si dice, soprattutto nel mondo dello spettacolo, che le carriere si fondino sui “no” più che sui progetti a cui si prende parte. Spesso gli artisti rinunciano ai film per ragioni di immagine, per non interpretare ruoli che potrebbero ingabbiarli, o semplicemente perché non ritengono di poter fare un buon lavoro. Alle volte funziona, altre volte ci si pente e si rimpiange l’occasione sfumata.

Alfonso Cuarón non ha bisogno di presentazioni. Dalle origini nel cinema messicano ne ha fatta di strada, divenendo uno dei registi più apprezzati a livello internazionale. Il suo ultimo lavoro, la serie Disclaimer con Cate Blanchett, è stata una delle rivelazioni di Venezia 2024.

Nella sua carriera ha spaziato tra vari generi, realizzando anche film tecnicamente complessi come Gravity del 2013. In un incontro aperto al Marrakech Film Festival ha rivelato non solo il film a cui stava per dire di “no”, ma anche quello a cui ha effettivamente rinunciato.

Alfonso Cuarón: “Ero disoccupato. Stavo per avere un bambino”

La prima rivelazione riguarda la saga di Harry Potter. Pare, infatti, che se non fosse stato per ragioni “pratiche” non avremmo avuto la sua firma su Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. Il terzo capitolo della saga del mago inglese è ancora oggi il preferito tra tutti gli otto film per molti appassionati. Pur in un contesto produttivo ampio e seriale Alfonso Cuarón riuscì, nel lontano 2004, a farsi riconoscere.

Alfonso Cuarón

Tuttavia, all’inizio non era convinto della sua partecipazione al progetto, né aveva mai letto un libro di J. K. Rowling. “Avevo scritto Children of Men che nessuno voleva fare. Ero disoccupato. Stavo per avere un bambino” ha ammesso Cuarón ricordando quel periodo.

La lettura del romanzo gli fece capire che forse c’era qualcosa di buono su cui lavorare, e alla fine la prova fu più che positiva. “È stata la migliore esperienza di realizzazione di un film che abbia mai avuto. Ho imparato come un matto. È stato come un corso intensivo sugli effetti visuali, un’esperienza davvero piacevole” ha dichiarato.

Inoltre, e non è un aspetto secondario, la visibilità che Harry Potter gli regalò spianò la strada alla realizzazione di Children of Men, uno dei più interessanti tra i suoi film. Se per Harry Potter fu costretto, per ragioni economiche, a cedere, c’è però un altro grande franchise a cui il regista messicano ha saputo dire “no”.

Lo zampino di Joel Coen

Stiamo parlando della saga di James Bond. Cuarón ha rivelato che diversi anni fa gli era stato offerto di girare un film sull’agente segreto più celebre del cinema. Inizialmente incuriosito dal progetto, il regista si era poi reso conto poi che alcuni ritmi produttivi non si adattavano al suo stile.

“[…] quando il processo è iniziato e stavo per girare tutti i dialoghi e cose del genere, c’era un altro team, separato, che faceva tutte le scene d’azione. Mi è sembrato molto strano” ha affermato. Incerto sul da farsi, durante una cena si era rivolto a Joel Coen chiedendogli se lui avrebbe accettato o meno. La risposta di Coen era stata: “Probabilmente rientra nella categoria di film che voglio vedere ma non voglio fare”. E così effettivamente era anche per Alfonso Cuarón stesso.

La curiosità su come sarebbe stato un film su Bond nelle mani del regista messicano, pertanto, resta. Tuttavia, in questi trent’anni di carriera Cuarón è riuscito a sorprendere il suo pubblico in altre forme. In attesa del suo ritorno sul grande schermo, Disclaimer è disponibile su Apple Tv.