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A Man on the Inside: la nuova serie di Netflix, la recensione, su Almanacco Cinema

A Man on the Inside: la nuova serie di Netflix, la recensione

È uscita su Netflix il 21 novembre la nuova serie di Michael Schur: A Man on the Inside, una commedia dolce-amara ambientata in una casa di riposo.

Si può certamente affermare che Michael Schur abbia un marchio di fabbrica ben riconoscibile: la sua capacità di creare perfette storie comedy con un pizzico di malinconia, capaci di far ridere e commuovere allo stesso tempo.

Già sceneggiatore di alcuni episodi di The Office USA (2005-2013), Schur è stato co-creatore di Parks and Recreation (2009-2015) e Brooklyn Nine-Nine (2013-2021), oltre a essere il creatore di The Good Place (2016-2020), serie in cui ha recitato anche Ted Danson. Tutte produzioni che hanno riscosso grande successo, attualmente considerate tra le migliori serie comedy.

Come la serie di Disney+ Only Murders in the Building, anche A Man on the Inside offre una riflessione semi-comica su persone che affrontano la solitudine e cercano di riempire il loro tempo con degli hobby un po’ particolari e adrenalinici. Pur non essendo una serie dalle grandi risate, mantiene un umorismo lieve e delicato, simile a quello delle serie di Bill Lawrence su Apple TV+ (Ted Lasso, Bad Monkey e altre).

La serie si basa sul documentario cileno del 2020 intitolato El Agente Topo, diretto da Maite Alberdi e nominato agli Oscar. Michael Schur ha reinterpretato il soggetto trasformandolo in una commedia, arricchendo la narrazione e donando maggiore profondità ai personaggi.

La trama

A Man on the Inside racconta la storia di Charles (Ted Danson), un professore di ingegneria in pensione di San Francisco, che dopo la morte della moglie avvenuta un anno prima, si è ritirato in sé stesso. Spronato dalla figlia Emily (Mary Elizabeth Ellis) a trovare un nuovo interesse, Charles nota un annuncio sul giornale per un assistente investigativo, pubblicato dalla detective privata Julie (Lilah Richcreek Estrada). Il lavoro richiede di infiltrarsi per un mese nella comunità per anziani Pacific View per indagare su una serie di furti.

Una volta all’interno della residenza, Charles si adatta rapidamente e viene conquistato dalle persone che incontra, personaggi complessi e pieni di contrasti: entusiasti e tristi, annoiati e iperattivi, un po’ scorbutici ma anche desiderosi di creare legami.

Tuttavia, ciò che inizia come un semplice incarico professionale si trasforma in qualcosa di più profondo. Il lavoro restituisce a Charles la gioia di vivere, e crea rapporti di amicizia con i residenti del Pacific View, dando vita a una storia tenera, divertente e toccante.

 A Man on the Inside: la nuova serie di Netflix, la recensione, su Almanacco Cinema

A Man on the Inside: più di una semplice serie comedy

Il tema centrale della serie è la demenza. Michael Schur sceglie di affrontarlo in profondità, e questo aspetto emerge sempre di più man mano che le puntate proseguono, fino a trasformare la serie da commedia a dramma.

Dalle battute più leggere sull’invecchiare, si passa a dinamiche più serie e dolorose (ma purtroppo reali) come la solitudine, la malattia e la morte. Tuttavia, non c’è nulla di grossolano nella rappresentazione della vecchiaia e tutti i temi vengono affrontati con il giusto rispetto.

Del resto, la casa di riposo è un luogo di transizione: i personaggi sono spesso anziani non sono più in grado di vivere autonomamente, soffrono di malattie e possono peggiorare, e persino morire.

Anche se si presenta come una commedia, in A Man on the Inside c’è un sottotesto di tristezza e disagio. Proprio il protagonista, Charles, sta affrontando il lutto della moglie, morta a causa di complicazioni legate all’Alzheimer, e il dramma legato alla demenza costituisce il fil rouge della serie.

La delicatezza con cui questo tema viene trattato è uno dei punti di forza della serie, poiché riesce a mantenere un perfetto equilibrio tra comicità e dramma. Michael Schur sa quando è giusto ridere e quando, invece, è necessario fermarsi, riflettere e far spazio alla tristezza.

Gran parte dell’efficacia del racconto sta anche nell’interpretazione di Ted Danson, che riesce a mescolare l’entusiasmo e l’energia del Charles-spia, con la tristezza e la malinconia introiettata del Charles-vedovo.

A Man on the Inside ricorda agli spettatori quanto sia fondamentale la connessione umana, soprattutto per chi si trova nelle fasi più avanzate della vita. La vita non finisce solo perché appare diversa da prima; a volte sono necessarie tanto coraggio e curiosità per intraprendere un nuovo e inaspettato cammino che può rivelarsi sorprendentemente divertente e piacevole.

Il cast

Una nota di merito va sicuramente alle interpretazioni del “vintage” cast.

Ted Danson (Charles) offre una delle sue migliori performance degli ultimi anni, dimostrando una straordinaria capacità di coinvolgere bene lo spettatore nei diversi di alti e bassi emotivi del suo personaggio.

Essendo ambientata in una casa di riposo, la serie ha permesso a Michael Schur di riportare sullo schermo alcuni dei più grandi attori e attrici degli ultimi 50 anni: Stephen McKinley Henderson, Sally Struthers, Margaret Avery, Susan Ruttan e John Getz.

Tra le interpreti più giovani, spicca invece Stephanie Beatriz, che nella serie interpreta Didi, la direttrice del Pacific View. L’attrice è nota soprattutto per il ruolo di Rosa Diaz in Brooklyn Nine-Nine. Anche questa volta ritorna a lavorare con Michael Schur e regala una performance genuina e di grande classe. Il suo personaggio forse pecca di superficialità, sarebbe stato interessante esplorarlo e conoscerlo meglio. Speriamo in una seconda stagione, magari che dia più spazio al personaggio di Didi.

Dopo otto episodi, A Man on the Inside sembra una serie conclusa. Il mistero viene risolto e Charles ritrova un equilibrio nella sua vita privata e con sé stesso. Nonostante ciò, con la scena finale, si lascia aperta la possibilità di una seconda stagione, ma nulla è stato ancora confermato da Michael Schur (per ora).

Composta da 8 episodi di circa 35 minuti l’uno, la serie è scorrevole e leggera, divertente e commovente; perfetta per una “serata chill”.

A Man on the Inside di Michael Schur vi aspetta su Netflix, ecco il trailer: