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Antonio Banderas: “Io, cattivo per via delle mie origini”
Antonio Banderas, primo attore ispanico a espugnare la Hollywood contemporanea, ricorda gli inizi della carriera e il suo essere stato vittima di stereotipi.
All’inizio della carriera, Antonio Banderas si è scontrato con un limite preciso: a Hollywood gli venivano offerti quasi esclusivamente ruoli da “cattivo”, legati alla sua origine ispanica.
Lo ha raccontato lui stesso, spiegando come questo schema sia stato poi smentito dai fatti.
Antonio Banderas, da Almodovar allo sbarco a Los Angeles
Prima di approdare negli Stati Uniti, Antonio Banderas aveva alle spalle un sodalizio decennale con Pedro Almodovar, dal quale pure era stato spesso scelto per interpretare ruoli sensuali, talvolta controversi, come quello di Ángel Jiménez in Matador (1986), Antonio Benítez in La legge del desiderio (1987) e soprattutto il giovane disturbato Ricky in Legami! (1989).
Il suo approdo ufficiale a Hollywood fu sancito dalla sua partecipazione, nel ruolo di Pedro Segundo Garcia, al film La casa degli spiriti di Bille August, uscito nel 1993. In quell’occasione ebbe l’occasione di confrontarsi con un cast di altissimo livello che comprendeva nomi come Jeremy Irons, Meryl Streep, Glenn Close e Vanessa Redgrave.
Sono seguiti Philadelphia, Intervista con il vampiro e moltissimi altri film di grande successo che gli hanno permesso, gradualmente, di scrollarsi di dosso l’etichetta che gli era stata assegnata.
La svolta definitiva? Zorro e Il gatto con gli stivali
Interpretando il personaggio di Zorro, protagonista di La maschera di Zorro e La leggenda di Zorro, Antonio Banderas è passato dalla parte dell’eroe, mentre i classici villain avevano le caratteristiche opposte a quelle che gli erano state associate.
Un passaggio ancora più significativo è arrivato con il gatto con gli stivali: un personaggio positivo, con accento spagnolo marcato, pensato per un pubblico giovane. Banderas lo ha interpretato a partire da Shrek 2, tornando poi nei sequel e negli spin-off, tra cui Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio, candidato all’Oscar.
Antonio Banderas ne parla in questi termini: “Dicevano: ‘Tu sei qui, come i neri e gli ispanici, per interpretare i cattivi’. Il problema è che pochi anni dopo avevo una maschera, un cappello, una spada e un mantello, e il cattivo era Capitan Love, che era biondo e con gli occhi azzurri. Ancora più importante è il Gatto con gli Stivali, perché è per i bambini. Vedono un gatto con un accento spagnolo, persino andaluso, ed è un buono“.
Antonio Banderas sul futuro della saga di Shrek
Sul futuro del franchise, Banderas ha dichiarato di non essere stato ancora coinvolto in Shrek 5. Ha comunque detto di essere soddisfatto del lavoro fatto finora e di non sapere se tornerà nel prossimo capitolo.
Queste le sue parole: “Non sono ancora coinvolto e non mi stanno chiamando per questo. Il gatto con gli stivali è andato molto bene. Il secondo ha ottenuto una candidatura all’Oscar e il film ha avuto ottimi risultati al botteghino. Ma sono totalmente soddisfatto dei cinque film del Gatto con gli Stivali che ho fatto. Non so cosa succederà in futuro. Forse mi chiameranno domani”.
