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Christy

Christy, Sydney Sweeney irriconoscibile nel trailer

Christy si mostra nel primo trailer: Sydney Sweeney si trasforma in Christy Martin, pioniera della boxe femminile, tra sport e una vita tormentata.

Dopo mesi di attesa e anticipazioni, Christy di David Michôd ha debuttato al Toronto International Film Festival, conquistando pubblico e critica. Sydney Sweeney, che veste i panni della pionieristica pugile Christy Martin, ha stupito per una performance definita da molti “trasformativa”. 

L’attrice ha cambiato aspetto, voce e movimenti, rendendosi quasi irriconoscibile e guadagnandosi i primi rumors di una possibile candidatura agli Oscar. Per prepararsi, ha seguito un allenamento estenuante con un coach di boxe, due o tre volte al giorno, anche durante le riprese. Non a caso, la sua co-protagonista Katy O’Brian ha raccontato che Sweeney non si è fermata neppure dopo essersi rotta il naso sul set.

Una trama di pugni e dolore

Basato su fatti reali, il film racconta l’ascesa di Christy Martin, cresciuta in una piccola città del West Virginia, dove non immaginava un futuro lontano da casa. Spinta dal talento e da una volontà indomabile, entra nel mondo della boxe guidata dal suo allenatore e manager Jim (Ben Foster), che diventerà anche suo marito. Sul ring si fa notare per grinta e determinazione, ma fuori dal quadrato deve affrontare sfide molto più dure: i conflitti familiari, l’accettazione della propria identità e una relazione tossica e violenta.

Michôd e la co-sceneggiatrice Mirrah Foulkes hanno scelto di non addolcire il racconto, mostrando tanto i trionfi sportivi quanto i momenti più bui. Il risultato è un biopic intenso, che preferisce celebrare la resilienza piuttosto che le sole vittorie sportive.

Christy, inizia la corsa agli Oscar?

Prodotto da Black Bear e in uscita il 7 novembre, Christy è già considerato uno dei titoli da tenere d’occhio per la stagione dei premi. Alla prima al TIFF, la pellicola ha ricevuto ovazioni, e la critica ha elogiato non solo Sweeney ma anche i co-protagonisti, tra cui Merritt Wever, Ben Foster ed Ethan Embry. 

David Rooney di The Hollywood Reporter ha parlato di “un film sportivo ispiratore” che si trasforma in “una rappresentazione senza compromessi della violenza domestica”, e che sottolinea anche l’interpretazione di Wever. 

Michôd, già autore di Il re, con protagonista Timothée Chalamet, firma così un’opera che unisce sport, dolore e resilienza, proiettando Sydney Sweeney in una nuova dimensione della sua carriera.

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