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Il Gender Bender Festival

Dal 31 ottobre al via la 22a edizione di Gender Bender

Gender Bender, festival che spazia tra danza, scrittura, teatro e cinema, é iniziato ieri a Bologna. Sarà proiettato anche il film “From Ground Zero” su Gaza.

Il Festival Gender Bender ha aperto le sue porte ieri a Bologna, e si concluderà il 9 novembre. Per oltre 20 anni il festival ha toccato con i lavori presentati i temi legati agli immaginari sul corpo, sul genere e sull’identità. Anziché presentare lavori legati ad un genere artistico unico Gender Bender ospita progetti che provengono dalle arti visive, cinematografiche, dalla scrittura e letteratura e dal teatro. Il festival attraverserà tutta la città ed é prodotto dal Cassero LGBTQIA+ Center.

Gender Bender, ecco cosa vedere al festival

Tra i primi appuntamenti infatti troviamo gli spettacoli di danza Corpo a Corpo e Lounge oltre a Terminal Beach di Moritz Ostruschnjak, presentato in prima nazionale: un lavoro sulle infinite potenzialità del movimento e della danza. Ci saranno anche laboratori e workshop, come Poetry of Difference di Vera Rosner: un workshop di danza in cui Vera Rosner, con la sua sedia a rotelle, porterà i partecipanti ad improvvisare ed a cambiare direzione facendoli riflettere sulle prospettive.

Gender Bender

Ovviamente non mancherà la sezione dedicata alle opere cinematografiche. Cidade, Campo di Juliana Rojas sarà uno dei primi fil ospitati. Parliamo di una pellicola che affronta di nuovo il tema della differenza di prospettive incastratae  in una stessa realtà. Raccontando le storie di 3 donne che vivono delle vite precarie in Brasile, due in città e l’altra in campagna, il film ci porta a riflettere sulla possibilità dell’esistenza di più realtà parallelle e possibili all’interno della stessa realtà.

Il 4 novembre verrà poi proiettato il film-documentario From Ground Zero, un progetto cinematografico lanciato dal regista “ghazaoui” Rashid Masharawi e poi proseguito da altri 21 registi palestinesi. Iniziato durante la guerra che ha seguito gli attentati del 7 ottobre 2023, il progetto vuole riportare la narrazione degli abitanti di Gaza rispetto alla realtà vissuta, spesso imposta, non solo dopo il 7 ottobre ma dalla Nakba (1948) in poi.

Consapevoli che la ricostruzione della coesione sociale e della pace tra i popoli può avvenire solo nel riconscimento della storia, del vissuto e della memoria degli abitanti di Gaza, questo lavoro raccoglie 22 micro-storie che durano tre minuti ciascuna e che raccontano la vita a Gaza. Questo formato permette non solo di dare allo spettatore una molteplicità di prospettive ma anche di immergerlo nella realtà quotidiana della Striscia.

Già presentato in prima mondiale assoluta alla 70a edizione del TaorminaFilm Festival dove ha ricevuto un meritatissimo successo, il film viene riproposto in questo contesto per riflettere ancora una volta insieme sul tema dell’identità, dell’immaginario collettivo e della costruzione identitaria.