Danny Boyle durante un intervista al Telluride Film Festival ha parlato del suo prossimo progetto, un survival drama: Antarctica.
Danny Boyle qualche anno fa aveva parlato di Antarctica, l’opera sviluppata insieme alla Searchlight Pictures e ispirata a una storia vera. Dopo un lungo periodo di stallo, il film sembra ora essere tornato concretamente in lavorazione e potrebbe diventare il suo prossimo progetto. In una recente intervista, parlando dei suoi prossimi progetti, il regista di Trainspotting ha indicato proprio Antarctica come una delle possibilità più concrete per il suo futuro. Un’indicazione significativa, soprattutto considerando che Boyle non ha fatto alcun riferimento al terzo capitolo di 28 anni dopo, che avrebbe dovuto dirigere.
Antarctica: di cosa parla il nuovo film di Danny Boyle
Il film si ispira alla straordinaria impresa dell’esploratore americano Colin O’Brady, che il 26 dicembre 2018 completò in solitaria la traversata dell’Antartide, percorrendo circa 1.500 chilometri in 54 giorni. Durante il viaggio trascinò una slitta di quasi 180 chili, carica di viveri e attrezzatura, affrontando temperature estreme, crepacci nascosti e un isolamento totale. A contendersi lo stesso primato c’era il veterano esploratore polare britannico Louis Rudd, che portò a termine la traversata due giorni e mezzo dopo O’Brady. I due esploratori divennero così le prime, e finora uniche, persone ad aver attraversato l’Antartide in solitaria, senza supporto né rifornimenti esterni.
Il cast non è ancora stato ufficializzato, ma in precedenza Austin Butler e Colin Farrell erano stati accostati ai due ruoli principali del film. L’interesse di Danny Boyle per questo progetto appare tutt’altro che casuale; il regista ha già dimostrato una particolare sensibilità per le storie di sopravvivenza, 28 giorni dopo e 127 ore, quest’ultimo tratto da un evento realmente accaduto. Oltretutto uno dei suoi maggiori successi, The Millionaire, vincitore di otto premi Oscar nel 2009, è proprio una racconto di sopravvivenza in un mondo ostile, dove la lotta per emergere si intreccia con le profonde disuguaglianze sociali.