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Dune: Parte 3, il segreto dietro la bellezza del prossimo film di Villeneuve
Denis Villeneuve rivoluziona Dune: Parte 3 con una tecnologia che restituisce un’estetica unica e che ci mostrerà Arrakis come non lo abbiamo mai visto.
Per Dune: Parte 3, gran finale della sua trilogia fantascientifica, Denis Villeneuve alza ancora l’asticella. E lo fa partendo da un elemento spesso invisibile agli occhi del pubblico: le lenti.
Il regista canadese ha collaborato con Atlas Lens per creare un set di obiettivi IMAX completamente personalizzati, progettati su misura per restituire quell’estetica visiva ormai diventata la firma della saga. Non semplici strumenti tecnici, ma veri e propri “interpreti” dell’immagine, capaci di scolpire luce, sabbia e atmosfera.
L’obiettivo? Catturare l’essenza di Arrakis come mai prima. In particolare, i celebri flare (i riflessi luminosi che attraversano l’inquadratura, ndr) e le caratteristiche ottiche delle scene desertiche sono stati ripensati da zero per dare al film un’identità visiva unica.
Dune: Parte 3, il punto di vista del direttore della fotografia
Il direttore della fotografia Linus Sandgren racconta una lavorazione quasi artigianale: lenti progettate e costruite a mano in tempi record, con un team impegnato giorno e notte per trasformare una visione estetica in realtà cinematografica. Il risultato, promette, è qualcosa di “sorprendente”.
Dal canto suo, Atlas Lens ha spinto oltre i limiti tecnologici: nuove tecniche di progettazione, rivestimenti ottici sviluppati ad hoc per il formato IMAX, e perfino l’espansione delle proprie capacità produttive interne. Un lavoro di precisione che dimostra quanto, oggi più che mai, la tecnologia sia al servizio della poesia visiva.
E proprio di poesia parla Villeneuve, sottolineando come queste lenti abbiano permesso di restituire Arrakis con una profondità e una bellezza inedite, portando sullo schermo un livello ulteriore di intensità estetica.
Le sperimentazioni negli altri film della saga di Dune
Non è la prima volta che la saga sperimenta con il linguaggio visivo. Il primo Dune (2021) aveva conquistato sei Oscar, inclusa la miglior fotografia, mentre Dune: Parte 2 (2024) aveva osato con lenti vintage e soluzioni ottiche “sporche”, ottenendo cinque nomination e due statuette. Ma questo terzo capitolo sembra voler sintetizzare, e superare, tutto ciò che è venuto prima.
Girato ancora una volta nell’ambito del programma Filmed For IMAX, Dune: Parte 3 si prepara a chiudere la trilogia con un cambio di tono deciso: dopo la dimensione contemplativa del primo film e quella bellica del secondo, Villeneuve descrive il finale come un thriller teso, muscolare, carico d’azione.
Tratto da Messia di Dune di Frank Herbert, il film riporta sullo schermo un cast stellare e promette di essere non solo una conclusione narrativa, ma anche un’esperienza visiva totale.
L’appuntamento è fissato il 18 dicembre, al cinema. Possibilmente in IMAX, dove tutto questo lavoro sulle lenti potrà davvero fare la differenza.
