La terza stagione di House of the Dragon arriva al gran finale e il destino dei Targaryen prende una svolta decisiva: parola di Ryan Condal.
AVVERTENZA SPOILER: questo articolo contiene anticipazioni sul finale della terza stagione di House of the Dragon.
La terza stagione di House of the Dragon si chiude nel segno del fuoco, del sangue e di una Rhaenyra Targaryen sempre più lontana dalla sovrana che era all’inizio della sua ascesa.
La guerra per il Trono di Spade ha lasciato dietro di sé una lunga scia di vittime e il finale ha segnato una svolta decisiva per la protagonista interpretata da Emma D’Arcy.
Dopo la battaglia di Tumbleton, uno degli scontri più devastanti della guerra tra Neri e Verdi, anche Helaena Targaryen, interpretata da Phia Saban, trova la morte, gettandosi da una torre ad Approdo del Re. La sua scomparsa aggiunge un nuovo elemento alla spirale di violenza che ha travolto la famiglia Targaryen.
La responsabilità della carneficina ricade su entrambe le fazioni, ma la terza stagione ha progressivamente mostrato Rhaenyra come una figura sempre più autoritaria e disposta a ricorrere alla violenza per difendere il proprio potere. Una trasformazione che, inevitabilmente, richiama alla memoria quella di Daenerys Targaryen, interpretata da Emilia Clarke, nel finale di Game of Thrones.
Rhaenyra come Daenerys? Ryan Condal spiega il parallelo
Il paragone tra Rhaenyra e Daenerys non sorprende Ryan Condal, co-creatore e showrunner di House of the Dragon. Durante una conferenza stampa, il produttore e sceneggiatore ha spiegato che i punti di contatto tra le due storie sono legati soprattutto al rapporto con il potere.
Penso sia fantastico se le persone tracciano dei parallelismi tra questa serie e quella originale”, ha dichiarato Condal. “Di sicuro ci saranno simmetrie, echi e riflessi tra le due serie, e le persone vedranno elementi che sono intenzionali oppure subliminali. Dirò soltanto che credo che questo sia uno di quei temi esistenziali che attraversano l’intero universo narrativo, ovvero l’attrazione esercitata dal Trono di Spade, ciò che fa a una persona quando ne viene soggiogata, o alle persone che cercano di conquistarlo.
Secondo Condal, la differenza principale tra le due regine riguarda il momento in cui il potere entra definitivamente nelle loro mani.
Daenerys è arrivata al Trono di Spade soltanto alla fine, dopo aver distrutto la città, mentre Rhaenyra vive l’esperienza di avere il trono, di cercare di conservarlo e di essere, in qualche modo, trasformata e cambiata da esso, alterata dall’esperienza.
Il tema, secondo lo showrunner, riguarda il rapporto tra potere, orgoglio e corruzione.
Sono cose molto diverse, ma penso che i parallelismi rimandino ai temi più profondi dell’universo di A Song of Ice and Fire, ovvero l’orgoglio e il potere, il modo in cui il potere corrompe e quanto profondamente può farlo. Può trasformare le persone buone in persone corrotte. Può prendere persone corrotte e trasformarle in veri e propri villain, e con altre persone, come Viserys, può semplicemente distruggerle.
Il Trono di Spade cambia Rhaenyra
Alla fine della terza stagione di House of the Dragon, il Trono di Spade sembra aver lasciato il segno su Rhaenyra. La sovrana è stata ferita fisicamente e moralmente dalla lotta per il potere e ora compie scelte sempre più violente, arrivando a essere direttamente o indirettamente responsabile di diverse morti.
Per Emma D’Arcy, era importante che questa trasformazione risultasse comprensibile al pubblico:
Volevo davvero assicurarmi che quel percorso fosse comprensibile”, afferma D’Arcy. “Penso che, in generale, se vogliamo diventare più capaci di proteggere la democrazia, che in alcuni momenti sembra sempre più fragile, dobbiamo essere più intelligenti nel comprendere i comportamenti dei leader dittatoriali. Credo che per Ryan e per me questa fosse un’opportunità per cercare di rendere comprensibile al pubblico almeno un certo tipo di comportamento. Dal punto di vista della recitazione, mi è sembrato molto più interessante pensare all’empatia, e a una sorta di meccanismo empatico, e al modo in cui questo viene danneggiato e condizionato dagli eventi, piuttosto che concentrarmi esclusivamente sul suo rapporto con l’autoritarismo o qualcosa di simile.
House of the Dragon 3, la battaglia di Tumbleton
In House of the Dragon, la deriva di Rhaenyra trova una delle sue espressioni più brutali nella battaglia di Tumbleton. La regina ordina a Daemon Targaryen, interpretato da Matt Smith, di conquistare la città e di eliminare gli Hightower, cercando al tempo stesso di limitare le vittime tra la popolazione.
Daemon arriva con le sue truppe e con il drago Caraxes, ma rimanda l’attacco il più possibile. Ormund Hightower ha infatti disposto dei bambini sulle mura e davanti alle porte della città, trasformandoli in uno scudo umano.
La situazione precipita quando Daemon decide di utilizzare Caraxes per incendiare l’ingresso. I Neri possono così entrare a Tumbleton e mettersi alla ricerca di Ormund e Daeron, interpretato da Benjamin Evan Ainsworth, uno degli ultimi grandi rivali di Rhaenyra.
L’obiettivo è eliminare gli Hightower prima di concentrarsi su Aegon, interpretato da Tom Glynn-Carney, tornato sulla scena insieme al suo drago Sunfyre.
La battaglia provoca nuove perdite tra i sostenitori di Rhaenyra. Anche Roddy the Ruin, interpretato da Tommy Flanagan, viene ucciso da Ulf, interpretato da Tom Bennett, e dal suo drago Silverwing. Lo stesso Ormund muore dopo essere stato tradito da Ulf.
Daemon, Corlys, interpretato da Steve Toussaint, e Hugh, interpretato da Kieran Bew, riescono invece a sopravvivere. Ulf viene inseguito da Daemon a bordo di Caraxes e da Hugh sul dorso di Vermithor.
A Tumbleton, ormai ridotta a una città devastata dalle fiamme, Gwayne Hightower, interpretato da Freddie Fox, è ancora vivo, mentre il destino di Daeron e del suo drago Tessarion resta incerto.
Condal ha spiegato perché la produzione abbia scelto di costruire il finale attorno a un grande assedio medievale:
Per tutta la stagione abbiamo preparato questo classico assedio medievale, che è proprio il punto in cui volevamo arrivare. Il divertimento di quella battaglia, il concetto alla base dello scontro, era che Ormund aveva fatto sostanzialmente tutto ciò che poteva per neutralizzare la più grande fonte di potere di Rhaenyra, ovvero il fatto che in quel momento avesse, o avesse avuto, sei draghi sotto il suo comando. Quindi, come posso togliere i draghi dal campo e trasformare tutto in uno scontro alla pari, uomo contro uomo?
Lui considera il suo esercito meglio addestrato e più preparato rispetto agli uomini delle Terre dei Fiumi che stanno arrivando per attaccare. Conosce il terreno, si trova all’interno della città, mentre loro devono superare le mura e sacrificare molti dei loro uomini. È stato qualcosa di molto, molto, molto complesso da mettere insieme, ma volevamo realizzare un classico assedio medievale. Questa era l’idea di base del finale.
Rhaenyra si proclama “il principe che fu promesso”
Mentre la guerra infuria, Rhaenyra cerca di consolidare il proprio potere ad Approdo del Re. La regina allontana Mysaria dalla Fortezza Rossa e ordina che Helaena, prigioniera e incinta, venga nutrita a forza per mantenerla in vita.
Poi indossa un’armatura che richiama quella di Giovanna d’Arco e affida ad Alyn, interpretato da Abubakar Salim, il compito di accompagnarla insieme al giovane figlio e nuovo erede Joffrey, interpretato da Oscar Eskinazi, fino al tempio.
Rhaenyra pretende di essere consacrata regina davanti al popolo. L’Alto Septon rifiuta ancora una volta la richiesta e sceglie di sostenere il ritorno di Aegon. La risposta di Rhaenyra è immediata: ne ordina l’esecuzione.
La regina si rivolge poi agli abitanti di Approdo del Re e racconta la profezia che suo padre Viserys le aveva affidato. Si tratta della visione di Aegon il Conquistatore, secondo cui i Targaryen e i loro draghi saranno chiamati a sconfiggere gli Estranei.
Rhaenyra si presenta alla folla come “il principe che fu promesso”. La reazione degli abitanti è fatta di shock, confusione e paura. È uno dei momenti più significativi del finale e uno dei collegamenti più evidenti con la mitologia di Game of Thrones.
House of the Dragon, la novità rispetto a Fire & Blood
La profezia non compare nel romanzo Fire & Blood di George R.R. Martin e rappresenta una delle principali aggiunte introdotte dalla serie televisiva:
Non è nel libro e non fa parte della storia, ma si parla molto del fatto che Rhaenyra sia diventata molto dispotica, una tiranna alla fine, e che fosse diventata molto impopolare tra il popolo”, spiega Condal. “Quindi abbiamo pensato che questo potesse essere semplicemente qualcosa che era accaduto e che ci fossero opinioni diverse su ciò che fosse realmente successo, tanto da non essere entrato nei documenti storici.
La mia battuta ironica sugli storici è: ‘Oh, beh, i Targaryen dicono cose folli continuamente’. Ma una parte così grande della loro esistenza consiste nell’autocelebrazione. E per gli scalpellini che si trovano lì, in mezzo alla folla, e guardano tutto questo, potrebbe semplicemente sembrare che qualcuno stia cercando di darsi importanza, perché loro non hanno idea di tutta la storia, tra virgolette, reale, che ha portato Rhaenyra a pronunciare quel discorso.
La svolta autoritaria di Rhaenyra
La scena, secondo Condal, è stata costruita per mostrare un cambiamento radicale nel rapporto tra Rhaenyra e il popolo di Approdo del Re, in vista della quarta e ultima stagione:
Ha assistito alla morte dei loro leader religiosi, si trova davanti alla chiesa della fede della maggior parte delle persone presenti, appartenendo a una fede completamente diversa, l’antica fede valyriana dei draghi, degli dei del fuoco e della magia del sangue. E [lei] si proclama la prescelta, la leader che li condurrà attraverso il fuoco e fuori dall’oscurità.
Il gesto segna una nuova fase per la protagonista. Rhaenyra non è più soltanto una sovrana impegnata a rivendicare il proprio diritto al trono, ma una donna convinta di essere destinata a guidare il mondo attraverso una profezia che soltanto lei sembra comprendere davvero.
House of the Dragon 3, la morte di Helaena cambia tutto
Al ritorno nella Fortezza Rossa, Rhaenyra riceve la notizia della morte di Helaena. Nella stanza della giovane Targaryen trova un arazzo appena completato, nel quale è raffigurato un futuro oscuro e infuocato per la stessa Rhaenyra.
La scoperta apre nuovi interrogativi in vista della quarta stagione. Tra le persone che potrebbero reagire con maggiore durezza alla morte di Helaena c’è Alicent, interpretata da Olivia Cooke, madre della giovane e un tempo migliore amica di Rhaenyra.
La domanda ora è chi verrà considerato responsabile della tragedia.
House of the Dragon 4 sarà ancora più grande
La storia della quarta stagione è già stata definita nelle sue linee principali. Condal ha inoltre consegnato a HBO una prima stesura del primo episodio, anche se al momento non esiste ancora una data ufficiale per il ritorno della serie.
Lo showrunner ha raccontato di essersi preso una pausa durante la trasmissione della terza stagione:
No, in realtà mi sono preso del tempo libero. Avevo bisogno di allontanarmi da tutto questo. Ma ci aspetta una stagione incredibile. Per quanto la terza stagione sia stata folle e imponente, penso che la quarta sarà ancora più grande.
Condal guarda quindi con entusiasmo all’ultimo capitolo della serie:
È un grande privilegio poter raccontare una storia, poter controllare e scrivere il finale, e poter decidere quando e dove avverrà. Non è qualcosa di scontato quando si realizza una serie televisiva, certamente. Siamo quindi molto entusiasti di tornare al lavoro. Ci saranno nuovi personaggi, nuovi draghi e nuove ambientazioni, e penso che renderanno l’ultima stagione davvero all’altezza delle aspettative.