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Tony Awards, tra i vincitori anche John Lithgow, qui nel film Jimpa

Jimpa, il debutto all’International Film Festival Rotterdam

Il film Jimpa debutta a Rotterdam: John Lithgow e Olvia Colman interpretano un film delicato su identità, famiglia e libertà, tra memoria ed emozione.

All’International Film Festival Rotterdam, il film Jimpa (in italiano uscirà con il titolo Jimpa – La casa degli affetti) ha fatto il suo debutto olandese come un film capace di raccontare tematiche delicate come identità, genitorialità e legami familiari imperfetti. A guidare il racconto sono gli interpreti John Lithgow, Olivia Colman e Aud Mason-Hyde, figlia della regista Sophie Hyde (Good Luck to You, Leo Grande, 52 Tuesdays, Animals).

Tre le parole d’ordine del film appena presentato in Olanda: emozione, memoria e desiderio di libertà.

Jimpa, la trama

Al centro della storia di Jimpa c’è Jim, interpretato da Lithgow: un uomo affascinante e anticonformista che preferisce farsi chiamare “Jimpa” per prendere le distanze dalla parola “nonno” (in inglese “grampa”, ndr). Ispirato al padre attivista della regista, Jim ha lasciato la famiglia “per vivere una vita gay libera ad Amsterdam”.

Anni dopo, la figlia Hannah (Colman), la figlia adolescente non binaria Frances (Mason-Hyde) e il marito di Hannah (Daniel Henshall) lo raggiungono nella capitale olandese. Qui Jimpa spinge Frances a esplorare la città e la sua comunità queer, dando vita a un percorso di scoperta personale e relazionale.

Jimpa, l’incontro del cast con il pubblico a Rotterdam

Dopo la proiezione a Rotterdam, il cast ha incontrato il pubblico in un tak dedicato alla dimensione familiare e identitaria del film. La produttrice Marleen Slot ha descritto il cuore dell’opera con una frase semplice e potente: “Questo film parla di connessione“. Sophie Hyde ha poi raccontato l’origine profondamente personale del progetto: “Mio padre era un uomo gay molto eccentrico“, ha ricordato, spiegando che la sua morte, quando Aud aveva appena dodici anni, le ha lasciato il rimpianto di non aver potuto vedere padre e figlia confrontarsi sulle loro esperienze e identità.

L’interprete di Jim, John Lithgow, ha descritto l’esperienza del film come un’avventura condivisa, elogiando l’accoglienza olandese e la collaborazione della troupe australiana: “Tutti noi abbiamo condiviso lo stesso entusiasmo. L’intera esperienza è stata come una festa”. E non ha lesinato parole di ammirazione per Olivia Colman, definendola “un’attrice straordinaria”, capace di attingere con naturalezza a una profonda vita emotiva.

Per Lithgow, Jimpa è soprattutto un film necessario. “Si è grati di poter partecipare a un progetto che può ampliare la coscienza delle persone, la tolleranza e l’accettazione delle differenze”, ha spiegato. In un mondo segnato da tensioni e conflitti, l’attore vede nell’opera di Hyde un invito all’empatia e alla gentilezza. Jimpa stesso, con le sue contraddizioni, incarna questa complessità: può essere involontariamente crudele e distratto, ma nel profondo resta un uomo capace di affetto.

Il clima sereno e complice sul set

Il clima delle riprese è stato attraversato, secondo il cast, da un sentimento di entusiasmo e complicità. Hans Kesting ha parlato di “un amore enorme fin dall’inizio”, lodando la regista per aver costruito un’autentica relazione tra gli interpreti. Zoë Love Smith ha raccontato l’emozione del suo primo grande ruolo internazionale, nato da una sensazione immediata di calore e sintonia durante il provino, mentre Romana Vrede ha ricordato con gioia l’esperienza di lavorare accanto a Lithgow e Colman, sottolineando la loro umiltà e gratitudine.

Un momento insolito

Smith ha ricordato la particolarità di girare una scena intima con la figlia della regista sotto lo sguardo della stessa Hyde: “All’inizio l’idea era un po’ imbarazzante”, ha ammesso. Ma sul set, ha spiegato, Sophie e Aud erano prima di tutto professioniste, e la dimensione familiare lasciava spazio a un lavoro condiviso e concentrato. “Abbiamo provato la scena molte volte: anche se appare romantica e delicata, è un processo molto tecnico“.