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La salita di Massimiliano Gallo

La salita di Massimiliano Gallo: quando esce e di che cosa parla

La salita è l’ultimo film di Massimiliano Gallo, attore e regista protagonista di tanti film, tra cui È stata la mano di Dio. Ecco quando esce e di cosa parla.

La salita è l’esordio alla regia cinematografica di Massimiliano Gallo, già regista teatrale e interprete di tanti film italiani di spicco, tra cui Pinocchio di Matteo Garrone ed È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino.

Prodotto da Panamafilm, F.A.N. e Rai Cinema e distribuito da Fandango, La salita è legato al mondo del teatro, tanto caro al suo regista, ed è ispirato a una storia vera. Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul film e sulla sua imminente uscita al cinema.

La salita, anteprime italiane e uscita al cinema

La salita è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia 2025, nella sezione Giornate degli Autori. Recentemente, invece, è stato presentato al Bif&st 2026, festival nel quale ha vinto il premio Autoclub per la Migliore opera prima.

L’uscita al cinema di La salita è prevista per il 9 aprile 2026.

Di che cosa parla La salita?

Nisida, 1983. Emanuele, giovane detenuto, condivide la quotidianità del carcere minorile con gli amici Enzo, Franchino e Paolo, tra le storie degli altri ragazzi, della professoressa Maria e della guardia Giovanni.

L’equilibrio cambia quando, a causa del bradisismo flegreo, alcune detenute di Pozzuoli vengono trasferite a Nisida. Il direttore introduce un’attività per coinvolgere i ragazzi e si rivolge a Eduardo De Filippo, da poco nominato senatore a vita e attento al tema dei minori detenuti.

Una storia vera. Con qualche elemento di fantasia

La salita si basa su una storia vera, che però è stata arricchita da elementi di fantasia. Ecco in che misura, nelle parole dello stesso regista in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno: “Questo dato reale (il trasferimento di 18 detenute dal carcere, ndr) mi ha dato lo spunto per una invenzione: la nascita di una storia d’amore tra un ragazzo e una nuova ospite… Reinventato è anche lo spettacolo. Eduardo inviò la sua compagnia che portò in scena Annella di Porta Capuana, e Bruno Garofalo perché creasse un laboratorio di scenotecnica.

Nel film, invece Carlo Croccolo splendidamente interpretato da Maurizio Casagrande e Rosalia Maggio che è la brava Luisa Esposito, sono incaricati da De Filippo di allestire un Varietà con i detenuti. Ho nutrito questa variante dei miei ricordi d’infanzia: ho immaginato un vecchio teatro dell’isola dove i ragazzi potessero scoprire la magia del palcoscenico come è accaduto a me”.

Il racconto di un gruppo di ragazzi, prima che di un gruppo di detenuti

Sempre nella sua recente intervista, Gallo ha parlato anche dell’incipit del film, che mostra un gruppo di detenuti che nuota in mare. Il regista ha chiarito la sua volontà di mostrarli, innanzitutto, come semplici ragazzi carichi di sogno. Così Gallo: “Non volevo offrirli da subito nella loro condizione di detenuti: anche se dietro le sbarre, hanno i sogni di tutti i ragazzi. Pagano perché hanno sbagliato, ovvio, ma ciò non li definisce per sempre”.

È stato significativo il contributo di Enzo Avitabile, autore della colonna sonora. Così Gallo: “Enzo Avitabile ha scritto un sublime Padre Nostro che li segue mentre risalgono la montagna per tornare in cella. Parlai ad Enzo del progetto del film, la mattina dopo mi inviò i brani: la sua colonna sonora originale fa la differenza artistica e non solo.

È in comunione con la lezione di Eduardo che ancora oggi ci impone una domanda: che cosa facciamo per questi ragazzi? Noi che ci accorgiamo di loro solo quando subiamo una rapina. Nelle metropoli moderne, le periferie sono state concepite come luoghi in cui relegare il disagio, ma con la metro la città ridiventa una. Ecco perché, anche grazie alla fotografia di Davide Sondelli immergo questi giovani in un’ondata di bellezza salvifica, come il teatro”.