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Mostra di Venezia, Giovanni Veronesi chiude le danze
La Mostra di Venezia sarà chiusa da Dio ride, un film di Giovanni Veronesi con protagonista Pierfrancesco Favino. L’opera riflette con ironia sulla censura.
L’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si svolgerà dal 2 al 12 settembre. A chiuderla sarà Dio ride, film di Giovanni Veronesi con protagonista un originale teologo.
Dio ride, raccontare Dio attraverso l’ironia
Il protagonista di Dio ride è Frate Leopoldo (Pierfrancesco Favino), un teologo che insegna il cristianesimo in modo spensierato, ma che proprio per questo viene trattato con sospetto dalla Chiesa Cattolica. Liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il film di Veronesi parla di libertà e verità, portando in scena il conflitto tra le persone comuni e le contraddizioni del potere. Il film, sceneggiato da Giovanni Veronesi, Nicola Baldoni, Gianluca Bernardini e Nicola Deorsola, sarà distribuito nei cinema italiani dal 29 ottobre.
Veronesi e la Mostra di Venezia
Secondo Alberto Barbera, direttore della Mostra di Venezia, Dio ride presenta “un magnifico cast, a cui dobbiamo la riuscita fusione di ironia e leggerezza, pur se applicate a un tema tradizionalmente serio. Il tono di Dio ride appartiene alla miglior tradizione del cinema italiano. Tradizione che è stata trascurata fin troppo a lungo”. Dio ride, infatti, è posto dagli organizzatori della Mostra in continuità con i film di Mario Monicelli e Dino Risi, noti per aver raccontato con ironia le pagine più oscure della storia italiana.
L’83esima Mostra di Venezia
L’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si svolgerà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026. Riconosciuta ufficialmente dalla Federazione Internazionale delle Associazioni di Produttori Cinematografici, è organizzata dalla Biennale di Venezia. L’edizione di quest’anno è diretta da Alberto Barbera, critico cinematografico biellese. La Mostra è da sempre orientata alla promozione del cinema internazionale, con spirito di libertà espressiva e dialogo interculturale. Presenta, tra le altre, una sezione riservata alla proiezione di film classici restaurati (quest’anno, per esempio, verranno mostrati Brutti, sporchi e cattivi, Fantasie di una tredicenne e Col cuore in gola).
La visione di Alberto Barbera
Alberto Barbera si augura che il cinema “non smetta di essere originale, di proporre storie e linguaggi in sintonia con la contemporaneità, di esercitare sui giovani lo stesso potere di evadere dalla realtà e di conoscere il mondo che ha esercitato sulla mia generazione”. Il direttore artistico confessa di aver “imparato più dai film che dall’università, forse perché ho speso molto più tempo nelle sale che nelle aule”.
