Ridley Scott si definisce un influencer e racconta la sua carriera, i nuovi progetti, The Dog Stars e le critiche alla Hollywood contemporanea.
Ridley Scott sorprende Hollywood con una dichiarazione destinata a far discutere:
“Non sono un filmmaker, sono un influencer”.
Il celebre regista britannico, autore di capolavori come Alien, Blade Runner e Il gladiatore, ha spiegato al Times of London come interpreta oggi il proprio ruolo nel cinema.
Ridley Scott: “Sono un influencer”
Parlando del filo conduttore della sua lunga carriera, Ridley Scott ha sottolineato di aver sempre cercato di evitare le ripetizioni e di anticipare i tempi. Proprio questa capacità di intercettare le tendenze, secondo il regista, lo rende più simile a un influencer che a un filmmaker tradizionale.
“Spesso sono stato in anticipo sui tempi e, se sei in anticipo sui tempi, sei un influencer. Quindi non sono un filmmaker, sono un influencer”, ha dichiarato Scott.
La frase sintetizza una carriera costruita sulla capacità di sperimentare e di anticipare l’evoluzione del cinema, passando dalla fantascienza al thriller, dal dramma al kolossal storico.
I film che hanno fatto la storia
L’influenza di Ridley Scott sul cinema contemporaneo è evidente attraverso alcuni dei titoli più importanti della sua filmografia.
Alien e Blade Runner hanno contribuito a ridefinire rispettivamente il cinema fantascientifico e il rapporto tra tecnologia, identità e futuro.
Con Thelma & Louise, Scott ha invece realizzato un film diventato un punto di riferimento per il cinema americano, mentre Il gladiatore ha riportato il grande pubblico verso il cinema storico spettacolare, conquistando anche l’Oscar per il miglior film.
Il regista britannico è stato candidato tre volte all’Oscar come miglior regista, confermando una presenza di primo piano nella storia della settima arte.
I progetti ancora da realizzare
Nonostante una carriera lunghissima, Ridley Scott ha ancora diversi progetti che vorrebbe portare sul grande schermo. Tra questi c’è un genere che non ha mai affrontato direttamente: il western.
Scott ha inoltre rivelato di aver scelto Hugh Jackman per il suo adattamento di L’isola del tesoro. A questi progetti si aggiungono il desiderio di realizzare un musical e un film dedicato all’elefante africano.
l prossimo progetto del regista è The Dog Stars, film con Jacob Elordi, Margaret Qualley e Josh Brolin. Scott ha definito Elordi una grande star, sottolineando anche l’ottimo rapporto instaurato con l’attore durante la lavorazione.
La critica alla Hollywood contemporanea
Scott, inoltre, ha espresso senza mezzi termini la propria insofferenza nei confronti della ripetitività di alcune storie prodotte dall’industria cinematografica americana.
“Ormai tutto ruota attorno a una ragazza assassinata nel bosco, a un agente dell’FBI che è più bravo di chiunque altro o a un supereroe”, ha commentato. “Ci devono pur essere altre storie da raccontare”.
Una posizione che si collega direttamente alla sua idea di cinema: continuare a sperimentare, cambiare genere e cercare nuove prospettive invece di replicare formule già consolidate.
Ridley Scott verso l’Oscar onorario
La carriera di Ridley Scott sarà celebrata anche ai prossimi Governors Awards, dove il regista riceverà un Oscar onorario. Il riconoscimento rappresenta un ulteriore tributo a una carriera che ha attraversato decenni di cinema e generi differenti.
Tra gli altri premiati figurano Glenn Close e Floyd Norman, storico animatore della Disney e primo animatore nero della compagnia.