Ultime uscite a tema cinema: le sceneggiature della terza e della quarta stagione di Stranger Things

Stranger Things 5, la resa dei conti: il finale è nostalgico

Il viaggio di Stranger Things si chiude con un finale emozionante che guarda alle origini della serie e celebra il suo spirito anni Ottanta.

Alert spoiler: il testo contiene riferimenti al finale di serie di Stranger Things.

La prima grande serie blockbuster di Netflix si è conclusa dopo cinque stagioni con un finale profondamente nostalgico. Stranger Things 5 ha salutato il pubblico guardando al passato, inserendo immagini delle prime stagioni e chiudendo la storia di Mike, Will, Dustin e Lucas esattamente come era iniziata: con una partita a Dungeons & Dragons nel seminterrato dei Wheeler.

L’episodio conclusivo, della durata di due ore, non si limita a chiudere i fili narrativi principali, ma nasconde anche un omaggio significativo alle origini della serie.

Stranger Things, la genesi

Quasi undici anni fa, il 2 aprile 2015, Netflix annunciava il via libera a Montauk, una serie soprannaturale scritta e diretta dai giovani Matt e Ross Duffer, con Shawn Levy come produttore esecutivo. Il debutto era previsto per il 2016. Il progetto veniva descritto come una lettera d’amore ai classici degli anni Ottanta che avevano segnato un’intera generazione.

La storia doveva essere ambientata nel 1980 a Montauk, Long Island, e raccontare la misteriosa scomparsa di un bambino. Mentre amici, familiari e polizia cercavano risposte, emergeva un enigma fatto di esperimenti governativi segreti, forze soprannaturali inquietanti e una bambina molto speciale.

L’idea di base non è mai cambiata, ma il titolo sì. Per un periodo la serie rimase senza nome, fino alla scelta definitiva di Stranger Things arrivata all’ultimo momento. Anche l’ambientazione fu modificata, spostando l’azione nella cittadina immaginaria di Hawkins, in Indiana.

La disputa legale

Il titolo originale e la prima ambientazione furono al centro di una causa legale intentata nel 2018 dal filmmaker Charles Kessler, che accusò i fratelli Duffer di plagio. La denuncia venne poi ritirata e Kessler ammise pubblicamente che il suo lavoro non aveva alcun legame con la creazione di Stranger Things.

Stranger Things, il riferimento nel finale della quinta stagione

Nonostante l’abbandono iniziale di Montauk e le complicazioni che ne erano derivate, i Duffer hanno deciso di richiamare quella prima idea proprio nel finale della serie. Nell’epilogo, Hopper rivela di stare valutando un trasferimento a Montauk per assumere il ruolo di capo della polizia. Durante una cena, confida il suo piano a Joyce e le chiede di sposarlo.

La serie lascia volutamente aperto il destino della coppia, senza confermare il trasferimento. Ma il messaggio è chiaro: Stranger Things si chiude dove tutto era cominciato, completando un cerchio narrativo che riporta la storia alle sue radici e all’idea originale dei fratelli Duffer.