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Sundance 2026, Silenced: tra le protagoniste c’è Amber Heard
Presentato al Sundance 2026, Silenced racconta come le accuse per diffamazione vengano usate per zittire le donne che denunciano, presente anche Amber Heard.
A Park City, Utah, il 22 gennaio 2026 ha avuto inizio il Sundance Film Festival 2026, che proseguirà fino al 1 febbraio. Tra le opere presentate, ha attirato l’attenzione Silenced di Selina Miles, un documentario che guarda oltre il MeToo e punta i riflettori su un’arma usata contro chi denuncia violenza: la diffamazione. Tra le voci protagoniste del documentario c’è Amber Heard, al centro di uno dei casi mediatici più discussi.
Sundance 2026, Silenced, Amber Heard e le altre protagoniste
Silenced ruota attorno alla figura di Jennifer Robinson, avvocata internazionale per i diritti umani, che da anni assiste donne coinvolte in battaglie legali complesse. Ispirandosi al suo libro Silenced Women (2023), il documentario mostra con coraggio come i procedimenti giudiziari, a volte, possano trasformarsi in strumenti di intimidazione. Miles racconta di esperienze di violenza sessuale, di molestie e di abusi di potere. Tra le testimonianze più forti c’è quella di Amber Heard. L’attrice racconta in prima persona le conseguenze delle accuse per diffamazione mosse dall’ex marito Johnny Depp, dopo che Heard l’aveva accusato di violenza domestica.
Tra le altre testimoni, Brittany Higgins, ex collaboratrice parlamentare australiana, che nel 2021 denunciò pubblicamente lo stupro da parte di un collega all’interno del Parlamento di Canberra. Higgins si trovò catapultata in un vortice mediatico che ebbe una significativa risonanza, così come la giornalista colombiana Catalina Ruiz-Navarro, protagonista di un altro caso. Dopo aver pubblicato un’inchiesta in cui otto donne accusavano il regista Ciro Guerra di violenza sessuale e abusi, lo stesso la citò in giudizio.
La regista Selina Miles parla del MeToo
Miles parla di una sorta di stanchezza pubblica nei confronti del MeToo: sembra che per la società sia un problema già sconfitto e archiviato anni fa. La regista, dunque, si concentra proprio sull’impatto umano e mediatico di queste battaglie legali, evidenziano come questi “precedenti” rappresentino una minaccia alla libertà di espressione e di stampa. Silenced, infine, sembra proprio “urlare” che il silenzio non è mai una soluzione, tanto meno un’opzione.
