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Taormina Film Festival, parola alla regista Jane Campion
Taormina Film Festival: nel corso dell’evento, la regista ha rilasciato interessanti dichiarazioni riguardanti un caso mediatico molto discusso negli anni.
La regista Jane Campion, nota al grande pubblico per titoli di grande successo, ha deciso di dire la sua, senza filtri, durante l’ultima edizione del Taormina Film Festival.
Taormina Film Festival, le parole di Jane Campion
“Weinstein ha fatto cose orribili. Ma amava il cinema d’autore.”, dice.
“Il patriarcato sta cercando di riprendersi il terreno perduto”, aggiunge, come presidente di giuria. Riflette sul MeToo e difende il ruolo avuto nel cinema indipendente dal produttore condannato per violenze sessuali.
La sua opinione
La regista di origini neozelandesi torna in veste dunque di presidente. Fa poi le sue dovute riflessioni insieme a Holly Hunter, per celebrare il film che ha cambiato la vita di entrambe. Parla anche di aborto negli Usa, liberà creativa perduta e bisogno di comunità.
Non è quindi tornata con il mero e unico scopo dell’autocelebrazione. Ricevuto l’omaggio per Lezioni di Piano, film del 1993 con il quale vinse la Palma d’Oro a Cannes cambiando la storia del cinema femminile, ha poi detto la sua sugli argomenti sopra citati.
Considera il film in questione e il personaggio di Holly ancora attuali, lodandone il coraggio e la forza del messaggio trasmesso. Non si aspettava all’epoca un successo così grande, dal momento che vinse poi anche tre Oscar.
Afferma di essere sempre stata molto autocritica con se stessa, e questo lato del suo carattere l’ha aiutata a raggiungere grandi risultati, per cui ne va orgogliosa.
Era secondo lei un’epoca in cui il cinema veniva finanziato senza pretese di controllo.
“Probabilmente non avrei realizzato The Power of the Dog senza quella libertà. Certo, c’erano persone che controllavano che non stessi semplicemente andando in vacanza con i soldi della produzione. Ma nessuno ti diceva come fare il film. Da questi momenti nascono cose straordinarie. E nascono anche cose terribili. Ma bisogna lasciare che accadano.”
Il discorso verte poi su Weinstein, produttore che contribuì a portare il cinema indipendente al grande pubblico, prima di essere accusato di violenza nel 2017, suscitando scalpore a livello mondiale. Era il presidente della Miramax, società che acquisì i diritti di Lezioni di Piano.
“Ha fatto cose davvero orribili. Lo sappiamo tutti, ma ha fatto anche grandi cose per il cinema d’autore. Era coraggioso da quel punto di vista. Amava i film. E fu la sua visione a capire che Lezioni di Piano poteva raggiungere un pubblico molto più ampio.”
Grandi lodi poi per Harvey Keitel, considerato grande professionista.
“Ho la sensazione che oggi ci sia un prezzo da pagare per il movimento MeToo. Penso all’aborto negli Stati Uniti. Ho la sensazione che il patriarcato stia cercando di riprendersi il terreno perduto. Le donne oggi fanno soldi in un modo che prima non accadeva. Hanno una professione. Hanno indipendenza economica. E vogliono vedere storie che parlino a loro.”
Vede dunque un cambiamento destinato a durare nonostante le molteplici difficoltà.
Sul suo futuro non svela molto, parla solo di un film e di un progetto di carattere musicale destinato al teatro.
Ad un giovane regista non darebbe alcun consiglio, se non direttamente richiesto.
Ognuno deve essere libero di seguire la propria strada, sbagliare, imparare, e scoprire se stesso da solo.
