The Madison, Michelle Pfeiffer parla del set

The Madison, un set scomodissimo: parola di Michelle Pfeiffer

Michelle Pfeiffer racconta le difficili condizioni sul set di The Madison: niente bagni, niente cibo e riprese sotto caldo e gelo estremi.

L’attrice Michelle Pfeiffer rompe il silenzio sulle difficili condizioni affrontate durante le riprese di The Madison, la nuova serie firmata da Taylor Sheridan. L’attrice ha raccontato di aver lavorato senza bagni, senza cibo e senza aria condizionata, in un set immerso nella natura ma privo dei servizi essenziali.
Ospite del podcast In Conversation, Pfeiffer ha spiegato che la produzione è stata organizzata in tempi molto rapidi, lasciando scoperti diversi aspetti logistici.

The Madison, il set secondo Michelle Pfeiffer

Queste le parole con le quali l’attrice ha commentato il set di The Madison: “Per tutti è stato un po’ tutto organizzato in fretta, quindi non erano stati predisposti alcuni servizi essenziali. Non c’è un bagno, persino la toilette esterna non è vera. Quindi non c’è aria condizionata, non c’è impianto idraulico, non c’è niente. Ma è un posto di una bellezza mozzafiato”.

La protagonista di The Madison ha poi descritto una quotidianità complicata durante le riprese. “In realtà non avevamo nemmeno i camerini sul posto, perché stavano girando a 360 gradi e quindi non potevano avere una fila di roulotte attorno al set. Di fatto non avevamo un posto dove sederci. Non c’era un bagno nelle vicinanze. Non c’era cibo. E in inverno faceva freddissimo. Era tipo: ‘Possiamo avere un riscaldatore?’. In estate invece era: ‘Potrei avere un ombrellone? Perché il sole è davvero fortissimo’”.

The Madison, i dettagli sulla serie

La serie, prodotta per Paramount+, vede Michelle Pfeiffer accanto a Kurt Russell, Patrick J. Adams e Beau Garrett.

La storia segue una famiglia di New York, i Clyburn, che decide di trasferirsi nel Montana rurale dopo una tragedia familiare.

The Madison trasforma il racconto del lutto in una riflessione più ampia sulla fragilità dei legami familiari e sulla possibilità di ricominciare. Attraverso il trasferimento dei Clyburn dal lusso ordinato di Manhattan alla natura aspra del Montana, la serie mette in scena il crollo delle certezze e il confronto inevitabile con sé stessi.

Il paesaggio diventa così uno spazio di trasformazione emotiva, dove convivono e si fondono insieme dolore, ironia e memoria. La serie è una storia sulla perdita che lentamente si apre alla vita, mostrando come anche le ferite più profonde possano diventare l’inizio di una nuova consapevolezza.

A proposito di set difficili: Cole Hauser su Dutton Ranch

Anche Cole Hauser, volto amatissimo di Yellowstone, ha parlato recentemente delle condizioni estreme affrontate sul set dello spin-off Dutton Ranch. Durante un’intervista a Variety, l’attore ha raccontato il caldo soffocante delle riprese in Texas.

“Arrivare lì è stato come entrare in un mondo completamente diverso. Anche il clima era diverso. Abbiamo iniziato a girare a luglio e agosto, ed è stato durissimo. C’erano 48 gradi e noi eravamo vestiti completamente di nero, seduti a cavallo. I camerini non erano a 200 metri di distanza, erano a chilometri. Quindi eri costantemente esposto agli elementi naturali”.

Hauser ha poi aggiunto: “Superare i primi mesi è stata già un’impresa. Poi c’erano un nuovo cast, una nuova troupe, un nuovo paesaggio, un nuovo modo di vivere il cowboy. È stata un’esperienza di apprendimento continua. L’ho affrontata a testa bassa e abbiamo resistito nei primi mesi, poi abbiamo iniziato a prendere il ritmo”.