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Film da scoprire: The Quiet Girl, la recensione
La recensione spoiler di The Quiet Girl(2022) di Colm Bairéad. Film irlandese presentato al Festival internazionale del cinema di Berlino e candidato all’Oscar.
Nell’Irlanda degli anni ’80, una timida bambina viene scaricata a casa di lontani parenti. Ciò, tuttavia, potrebbe rivelarsi un’occasione inaspettata. The Quiet Girl (2022) è un film tenero e, in qualche punto, anche quasi commovente; che riflette sul tema della famiglia e della vergogna. Non stiamo parlando di un capolavoro, ma di un film consigliabile sì. In questa recensione vedremo perché.
Informazioni su The Quiet Girl
Il film è scritto e diretto da Colm Bairéad, alla sua seconda opera dopo The Mam Trasna Murders (2018).
Nel presentare The Quiet Girl ha dichiarato: “Qualunque sia la ragione per cui faccio film, di sicuro sono interessato a storie con al centro i giovani, almeno per il momento. Non so nello specifico cosa sia, però so di amare il cinema che mette in scena i più piccoli, forse fa parte dello stesso medium avere una certa facilità nell’esplorare quel punto di vista, quel periodo della vita. Le immagini ti rimangono addosso in un mondo profondo, e penso che il cinema sia in una posizione unica per far vedere il mondo attraverso gli occhi di chi ancora non ha compreso bene quello che gli sta attorno.”

Il film è stato interamente recitato in gaelico, fattore da sempre molto importante per il regista, che nel 2012 ha anche ricevuto una menzione da parte della Screen Director’s Guild of Ireland per il suo contributo ai prodotti audiovisivi in lingua irlandese.
L’opera di Bairéad è basata su Un’estate, romanzo del 2010 di Claire Keegan, ed Il film era originariamente intitolata Fanacht, cioè Attesa. Le riprese si sono svolte a Dublino e nella contea di Meath.
The Quiet Girl è stato presentato in anteprima al Festival internazionale del cinema di Berlino l’11 febbraio 2022, aggiudicandosi un Crystal Bear dalla giuria internazionale di Generation Kplus per il miglior film e una menzione speciale dalla giuria dei bambini. Il film, inoltre, ha ottenuto una candidatura agli Oscar 2023 come miglior film in lingua straniera, diventando la prima pellicola irlandese ad ottenere questo riconoscimento.
In Irlanda è uscito il 12 maggio 2022, mentre In Italia è stato distribuito nelle sale da Officine UBU dal 16 febbraio 2023. In totale, gli incassi globali sono stati di 6 785 404 dollari. Il film è attualmente disponibile su Rai Play.
Durata: 95 min.
La trama
Irlanda 1981. Cáit è una bambina di nove anni che cresce in una famiglia di contadini impoveriti. Taciturna e trasandata, è malvista dalle sorelle, dal padre disattento e dalla madre che si occupa del fratellino e di un nuovo bambino in arrivo. Con l’arrivo dell’estate e il termine della gravidanza della madre, Cáit viene mandata dai Kinsella, coppia senza figli che si è offerta di badare a lei. La circostanze, però, potrebbero trasformarsi in una vera e propria benedizione; tanto per lei che per la coppia ad ospitarla.
La recensione di The Quiet Girl
Un film molto buono, con qualche difettuccio qua e là, che porta un concetto di famiglia slegato dai legami di sangue, dove ciò che conta, invece, sono l’affetto e l’unione reali tra le persone.
All’inizio la regia dà, a mio parere, il meglio di sé. La scelta di non mostrare mai i volti ci fa sentire quasi di troppo, solo un altro occhio a cui rendere conto per la protagonista, fino a che Cáit non si nasconde sotto il letto e noi scendiamo con lei, vedendo ciò che vede lei, condividendo le sue sensazioni, la paura e la vergogna. Solo allora ci viene permesso di entrare nella storia e conoscere la protagonista.
Anche dopo siamo comunque tenuti a distanza e ci teniamo ancora un po’ addosso quel ruolo da ennesimi giudicatori esterni. Vorremmo stare dalla sua parte (anche perché, timida, taciturna e con quella situazione familiare, Cáit si fa subito volere bene dallo spettatore), ma non ci viene concesso. Solo quando le viene rovesciato addosso il latte ci avviciniamo, come a significare che per stare con lei dobbiamo essere disposti ad essere partecipi della sua vergogna.
Probabilmente la mia sarà una lettura sbagliata ma, se così non fosse, è una scelta a dir poco squisita.

Tema della vergogna che si riconferma importante nella bella frase che dice Eibhlín a Cáit: “Se in una casa ci sono dei segreti significa che c’è vergogna.” Se questa tematica avesse avuto un collegamento con la morte del figlio sarebbe stato fantastico e invece la morte del figlio dei Kinsella appare un po’ buttata lì, oltre ad essere fin troppo citofonata lungo tutta la durata del film.
Il rapporto più bello è senza dubbio quello tra Cáit e Seán, che si sviluppa pian piano, per dettagli. Bella, non a caso, la scena finale in cui lei abbraccia lui mentre sta arrivando il padre, con Cáit che dice “Papà” lasciando un dubbio (neanche chissà quanto grande) su chi si stia effettivamente riferendo.
Gli attori sono tutti molto bravi; il padre (Michael Patric) è perfettamente odioso, bravissima Carrie Crowley nei panni di Eibhlín, mentre Catherine Clinch (Cáit) credo che diventerà davvero una gran bella attrice.
Passiamo ora ai difetti: come già detto la questione della morte del figlio dei Kinsella si poteva gestire molto meglio, come anche il modo in cui Cáit lo scopre. L’inverosimiglianza della compaesana-genio del male è mitigata solo dal fatto che nelle realtà dei piccoli paesini di campagna sia un po’ effettivamente così, con le maldicenze e i pettegolezzi.
Un altro difetto è una regia in certe situazioni inutilmente ricercata, un esempio possono essere alcuni rallenty evitabili.
Al netto di ciò, un film che scorre liscio come l’olio e che comunque consigliamo.
