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Bring her back: un horror di altissimo livello
Bring her back: i fratelli Philippou firmano un horror maturo, tesissimo e altamente disturbante che parla di solitudine e di rielaborazione del lutto.
Al loro secondo lungometraggio, i due registi australiani portano sullo schermo una storia di sofferenza e di un tentativo disperato di superare una terribile perdita. Se il loro film d’esordio, Talk to me, (2022) era senz’altro un horror riuscito con una storia interessante ma scivolava decisamente nel terzo atto, Bring her back risulta essere non solo superiore ma addirittura uno dei migliori horror degli ultimi anni.
Ma in base a che cosa esprimo con decisione e sicurezza questo parere? Ora ve lo spiego un passo alla volta.
Bring her back, la trama
Un ragazzo e la sua sorellastra rimangono orfani e vengono affidati a una signora che qualche anno prima ha perso la figlia in un terribile incidente. Con lei vive momentaneamente anche il nipote, muto a causa di un trauma. Subito i due giovani si accorgono dei comportamenti un po’ strani della donna, soprattutto nel suo rapporto con il nipote, ma non ci fanno troppo caso. Ben presto però le simpatie nei confronti della ragazza e le antipatie verso il fratellastro diventano insostenibili e verranno a galla alcuni terribili segreti dell’apparentemente docile signora.
La regia
Il primo elemento che salta all’occhio e che fa risaltare la qualità dell’opera è senza dubbio la regia. Essa risulta perfettamente funzionale al racconto e perfettamente adattata al genere cinematografico in questione. Senza mai andare sopra le righe la regia riesce ad essere pulitissima, chiara ed estremamente efficace. La tensione è costruita benissimo e rimane alta per tutta la durata del film.
La macchina da presa si sofferma spesso su alcuni dettagli che saranno poi importanti per lo sviluppo della storia e in questo modo lo svelamento del “mistero” avviene poco a poco, dimostrando una padronanza dei tempi cinematografici estremamente elevata.
Qualche scena d’impatto, inaspettata e decisamente cruda e violenta fa poi da ciliegina sulla torta a quello che è ormai considerato un grande film.

Gli attori
Tutti gli interpreti sono di una bravura straordinaria. Una menzione particolare va fatta però nei confronti di Jonah Wren Phillips, attore che interpreta Oliver, il nipote della signora. Egli è veramente bravo e con uno sguardo glaciale ed estremamente inquietante. Sally Hawkins interpreta invece Laura, la signora. Interprete di rara efficacia, la Hawkins riesce a calarsi perfettamente nella parte. La sua prova attoriale esemplare riesce a far emergere perfettamente la disperazione di una donna che non riesce ad accettare la morte della figlia e questo la porterà alla follia più totale, caratteristica anch’essa resa benissimo dall’attrice.
Bring her back, in conclusione
Se questa è la nuova scuola del cinema horror che ne vengano altri 100 di questi film e di questi registi. I fratelli Philippou ci regalano veramente un film horror di altissimo livello, maturo e che va a finire dritto dritto nella top 10 dei migliori horror del XXI secolo.
Rimaniamo in impaziente attesa del loro prossimo film.
