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La finestra sul cortile, recensione almanacco cinema

La finestra sul cortile: anniversario di un capolavoro

A settant’anni dall’uscita in Italia, La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock rimane un capolavoro della cinematografia. Un film da vedere e rivedere.

Il 14 aprile del 1955 usciva nelle sale italiane uno dei capolavori di Alfred Hitchcock: La finestra sul cortile.

Il film, che oscilla tra il genere thriller e la commedia sentimentale, è un vero cult movie e un esempio di grande cinematografia.

Tratto dall’omonimo racconto di Cornell Woolrich, il lungometraggio si sviluppa giocando sull’importanza dello sguardo e sulla pulsione voyeurista insita sia nel protagonista che nello spettatore.

Maestro indiscusso della suspense e delle dinamiche psicologiche umane, Hitchcock sfrutta questi elementi per tenere lo spettatore ancorato allo schermo fino all’ultima inquadratura.

la finestra sul cortile, recensione almanacco cinema

La finestra sul cortile, la trama

Jeff, James Stewart, fotoreporter di successo, immobilitato su una sedia a rotelle per una frattura alla gamba, passa il tempo spiando dalla finestra i suoi vicini di casa, servendosi di un binocolo e di una macchina fotografica con teleobiettivo.

Insospettito dai movimenti di un uomo nella casa di fronte e dalla sparizione della consorte di quest’ultimo, inizia un’indagine dai risvolti imprevisti.

La finestra di fronte, la recensione

Il “delitto tra le mura domestiche” fa da sfondo a una commedia romantica, a tratti umoristica, grazie allo scambio di battute tra il protagonista e la sua fidanzata Lisa (Grace Kelly).

Una lunga panoramica iniziale ci mostra subito lo scenario entro il quale si svolge l’azione e si snoda la storia, ossia il cortile e la palazzina di fronte a quella di Jeff.

Attraverso l’uso frequente della soggettiva supportato dagli apparecchi ottici del protagonista lo spettatore entra nel vivo della vicenda, assecondando la propria pulsione voyeurista.

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Gli occhi di Jeff: una finestra sul mondo filmico

Gli occhi di Jeff diventano una finestra per lo spettatore sull’intero universo filmico con i suoi personaggi, ossia gli inquilini dei vari appartamenti affacciati sul cortile:  una ballerina classica che non smette mai di danzare, neanche quando mangia; un pianista in crisi; una zitella soprannominata da Jeff “Miss Cuore Solitario”; una coppia senza figli con un dolce cagnolino che calano dal balcone attraverso una cesta di vimini; una coppia di sposini in luna di miele; infine, i Thowald,  marito e moglie sempre in lite.

Una sera, Jeff sente delle urla femminili provenire da uno degli appartamenti, allarmandosi. I movimenti insoliti del signor Thowald lo insospettiscono facendogli pensare che possa essere accaduto qualcosa di grave alla signora Thowald.

Da quel momento lo sguardo di Jeff e dello spettatore rimarranno puntati sul signor Thowald per indagare su cosa sia realmente accaduto, fino alla risoluzione della vicenda.

A sostenere la tesi di Jeff, e a supportarlo nell’indagine, intervengono anche la bella fidanzata Lisa e l’infermiera Stella (Thelma Ritter) la quale, all’inizio, paragona Jeff a un guardone, definendo il suo teleobiettivo “un buco della serratura portatile” per poi proseguire con: «Siamo diventati una razza di guardoni».

Un modo sardonico alla Hitchcock per dire che siamo un po’ tutti dei “guardoni”, spinti dalla curiosità morbosa di conoscere cosa accade nella vita degli altri quando non siamo presenti.

La macchina da presa del regista si sposta di finestra in finestra per tutto il film a dimostrazione del cinema come strumento voyeuristico per eccellenza.

Attraverso la visione, infatti, possiamo assecondare anche i più oscuri e inconfessabili desideri, senza provare sensi di colpa. Un modo per sublimare paure e ossessioni.

Il cinema, dunque, non solo come strumento d’intrattenimento, ma anche come elemento catartico.

la finestra sul cortile, recensione almanacco cinema

La finestra sul cortile: cast

Grande prova attoriale per James Stewart costretto a recitare utilizzando solo le espressioni del viso, un gioco di sguardi e la voce. Si percepisce l’irascibilità del personaggio costretto forzatamente su una sedia a rotelle per due mesi.

La sua insofferenza è quasi palpabile. La visione della bella Lisa non è sufficiente a distoglierlo dalla sua situazione. Solo l’indagine lo scuote dallo stato di profonda noia e torpore.

Alla meravigliosa Grace Kelly basta la sua avvenenza ed eleganza per dare significato alla scena. Perfetta nel ruolo di Lisa: bellissima, ottimista, sagace e sprezzante del pericolo contribuisce ad arricchire la narrazione, divenendo uno degli elementi attorno al quale si sviluppa la suspense.  Memorabile quando s’intrufola nell’appartamento dei Thowald, arrampicandosi dalla scala esterna e passando dalla finestra.

la finestra sul cortile, recensione almanacco cinema

Conclusioni

La finestra sul cortile è un film sul voyeurismo, sulla funzione del cinema per assecondare la pulsione scopica, e sull’atto del guardare sia a livello diegetico che extra diegetico.

Un film da manuale del cinema ancora dopo settant’anni.

Recensione a cinque stelle su Almanacco Cinema