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Addio al Nobel Mario Vargas Llosa
Addio al Nobel Mario Vargas Llosa, tra libri e film
Ieri 13 aprile 2025 è morto a Lima lo scrittore Vargas Llosa all’età di 89 anni. Un grande intellettuale che ha influenzato la letteratura come il cinema.
“Per la sua cartografia delle strutture del potere e le sue immagini incisive della resistenza, della ribellione e della sconfitta dell’individuo”. Queste sono state le parole con cui l’Accademia di Svezia ha consegnato il Nobel a Vargas Llosa nel 2010. Figura di spicco insieme a Gabriel García Márquez del cosiddetto boom latino-americano, ovvero un movimento letterario degli anni ’60-70 che ha portato la letteratura dell’America Latina al centro della scena mondiale.
Anti-convenzionalista, Vargas Llosa, ha sempre rifiutato qualsiasi forma di conformismo, da quello politico a quello sociale; si è sempre impegnato nell’analisi della società latino-americana, evidenziando disuguaglianze sociali, razzismo, autoritarismo e ingiustizia.
I libri di Vargas Llosa oltre che per i forti temi vengono messi in luce anche dalla complessità dell’impostazione narrativa; con un uso frequente dei salti temporali e dei dialoghi simultanei (ovvero l’intreccio di più eventi o conversazioni nello stesso spazio narrativo), come per esempio in La casa verde del 1966 o in Conversazioni nella cattedrale del 1969.
Vargas Llosa e i film di Lombardi
Tutti questi elementi hanno reso le opere dell’autore peruviano fortemente trasponibili per il cinema. Una collaborazione molto importante c’è stata tra Vargas Llosa e il regista peruviano Francisco J. Lombardi, con cui ha condiviso ideali sociali e politici simili. Le principali collaborazioni tra i due sono state: La città e i cani del 1985, Chi ha ucciso Palomino Molero? del 1986 e Pantaleón e le visitatrici del 1999.
Il forte interesse per le questioni peruviane e lo stile realistico e crudo di Lombardi sono riusciti a rendere queste trasposizioni cinematografiche dei libri di Vargas potenti e suggestive.
Altre trasposizioni cinematografiche
Altra trasposizione è quella del 1990 di Zia Giulia e la telenovela del regista Jon Amiel. Il film racconta la storia di un giovane scrittore e della sua relazione con la zia acquisita, arricchita dal mondo surreale delle telenovelas con protagonista Isabella Rossellini. Infine, del 2005 è La testa del caprone di Luis Llosa che racconta e analizza gli ultimi giorni della dittatura di Rafael Trujillo nella Repubblica Dominicana. Clicca qui per vedere tutte le news sul cinema (almanaccocinema).